Guida 1 · Prima della valutazione
Ho un dubbio sull'autismo di mio figlio: i primi passi concreti in Puglia

Forse è stata una frase dell'educatrice al nido. Forse avete notato che vostro figlio risponde poco al nome, gioca sempre allo stesso modo o parla meno dei coetanei. Oppure è solo una sensazione che non se ne va. Se state cercando "dubbio autismo cosa fare", siete già in un momento delicato: questa guida vuole aiutarvi a mettere in fila i passi, senza fretta e senza allarmismi.
1. Un dubbio non è una diagnosi
Un dubbio è un'osservazione, non una conclusione. Lo sviluppo dei bambini è molto variabile: alcuni comportamenti che vi preoccupano possono avere spiegazioni diverse, altri meritano un approfondimento. In ogni caso, chiedere un parere non "etichetta" vostro figlio: serve a capire meglio come sta e di cosa ha bisogno.
Vale anche il contrario: non c'è bisogno di aspettare di essere "sicuri" per parlarne con un professionista. Se il pensiero vi accompagna da settimane, è ragionevole condividerlo.
2. Il primo riferimento: il pediatra

Il punto di partenza più comune è il pediatra di libera scelta. Conosce la storia di vostro figlio, può fare un'osservazione durante la visita e, se lo ritiene opportuno, indirizzarvi verso i servizi specialistici dell'ASL, di solito tramite un'impegnativa (la richiesta del medico).
Qualche consiglio pratico:
- chiedete una visita dedicata, non solo una domanda veloce a fine controllo;
- raccontate esempi concreti, non solo impressioni generali;
- chiedete esplicitamente: "Pensa che sia utile un approfondimento? Verso quale servizio?".
3. Il ruolo della NPIA e del CAT della vostra ASL
In Puglia la valutazione specialistica dello sviluppo passa in genere dai servizi di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA) dell'ASL di residenza e, per i disturbi dello spettro autistico, dai Centri per l'Autismo (CAT) territoriali, quando previsti dall'organizzazione locale.
L'organizzazione cambia da un'ASL all'altra e nel tempo. Per questo non riportiamo qui indirizzi o numeri, che potrebbero essere superati. Le fonti da consultare sono:
- il portale regionale PugliaSalute (sezione dedicata alla propria ASL e ai servizi territoriali);
- il sito ufficiale della vostra ASL (Bari, BAT, Brindisi, Foggia, Lecce o Taranto), alle voci NPIA / neuropsichiatria infantile / autismo.
In caso di dubbi su come prenotare, il pediatra o il CUP della vostra ASL possono orientarvi.
4. Tempi e liste d'attesa: cosa aspettarsi
È possibile che tra l'impegnativa e la prima visita passi del tempo. Le attese variano in base al territorio, al periodo e al tipo di valutazione: non esiste una cifra valida per tutti, ed è meglio chiedere direttamente al servizio una stima aggiornata.
Qualche idea per gestire questa fase:
- annotate data e modalità della prenotazione e conservate ogni documento;
- chiedete se esiste un modo per essere ricontattati in caso di disponibilità;
- se nel frattempo la situazione cambia in modo significativo, riparlatene con il pediatra.
5. Cosa preparare prima della visita
Arrivare preparati aiuta voi e aiuta chi vi ascolta. Non serve essere esperti: serve essere ordinati.
Un diario di osservazione. Per due o tre settimane annotate, in poche righe, situazioni concrete: come comunica vostro figlio (parole, gesti, sguardo), come gioca, come reagisce a rumori o cambiamenti, sonno e alimentazione. Segnate anche ciò che va bene: è altrettanto importante.
Brevi video. Un paio di clip di pochi secondi, girate in momenti naturali (il gioco, la pappa, il richiamo per nome), possono mostrare al professionista ciò che in ambulatorio magari non emerge. Conservateli sul vostro telefono e non condivideteli sui social o in chat di gruppo: la privacy del bambino viene prima.
Le vostre domande. Scrivetele prima, altrimenti l'emozione le fa dimenticare. Per esempio:
- Che cosa osserverete e con quali strumenti?
- Quanti incontri sono previsti per la valutazione?
- Cosa possiamo fare noi a casa nel frattempo?
- Chi contattiamo se abbiamo altre domande?
I documenti. Libretto pediatrico, eventuali relazioni del nido o della scuola dell'infanzia, referti precedenti (per esempio udito o vista).
6. Cosa fare nell'attesa, senza etichettare il bambino
L'attesa può pesare. Alcune cose semplici possono aiutare tutta la famiglia:
- Guardate vostro figlio, non solo il dubbio. Cosa lo diverte? Cosa lo calma? Seguire i suoi interessi è un ottimo modo per entrare in relazione.
- Routine prevedibili. Orari e passaggi della giornata chiari danno sicurezza a molti bambini.
- Parlate in modo semplice. Frasi brevi, accompagnate da gesti, e tempo per rispondere.
- Gioco condiviso. Pochi minuti al giorno di gioco a terra, seguendo lui, valgono più di tanti giocattoli.
- Evitate etichette in sua presenza e con gli altri: finché non c'è una valutazione, parlate di "un approfondimento sullo sviluppo".
- Informatevi con prudenza. Preferite fonti istituzionali e diffidate di chi promette soluzioni rapide.
- Prendetevi cura di voi. Condividere i pensieri con il partner, un familiare o un'associazione di genitori può alleggerire.
Se lo desiderate, nell'attesa potete anche conoscere realtà educative del territorio. Un percorso educativo non sostituisce la valutazione sanitaria e non va inteso come alternativa: semmai la affianca, quando la famiglia lo ritiene utile.
7. E se poi arriva una diagnosi?
Qualunque sia l'esito, avrete fatto la cosa giusta: capire meglio vostro figlio. Se la valutazione confermasse un disturbo dello spettro autistico, abbiamo preparato una guida gratuita che accompagna le settimane successive: Dopo la diagnosi ASD in Puglia: 10 passi.
Colloquio conoscitivo
Se vi fa piacere confrontarvi con calma, Pugliautismo offre un colloquio conoscitivo di 20–30 minuti, senza impegno, per ascoltare i vostri dubbi e spiegarvi come lavoriamo (percorsi educativi 2–12 anni, con attenzione particolare alla fascia 0–6, supporto a famiglie e scuola). Non è una visita e non sostituisce il percorso con la vostra ASL.
Pugliautismo — Viale della Repubblica 116, 70125 Bari


