Turi e le ciliegie, assaggiare cose nuove senza forzare

Ciliegie rosse mature appese a un ramo, tra le foglie verdi.

A Turi, tra fine maggio e giugno, le ciliegie sono ovunque: nei campi, nelle cassette del mercato, sulle tavole di casa. Per molti bambini sono il frutto dell'estate. Per un bambino autistico che mangia pochi cibi, invece, una ciliegia può essere un oggetto sconosciuto: rossa, lucida, con un picciolo, un nocciolo duro dentro e un succo che macchia le mani.

Proprio per questo la ciliegia è un buon esempio di come si può avvicinare un cibo nuovo per piccoli passi, partendo dalla vita di tutti i giorni e non dal piatto.

Perché non partire dall'assaggio

Spesso, quando un bambino rifiuta un cibo, l'istinto è insistere: "assaggia almeno". Per molti bambini autistici questo crea tensione e rende il cibo ancora più sgradito. Un approccio diverso è considerare l'assaggio come l'ultimo passo di un percorso, non il primo. Prima vengono la familiarità, la curiosità, il gioco.

La scala dei piccoli passi

Ogni bambino ha i suoi tempi. Ecco una possibile sequenza, da percorrere anche in settimane o mesi:

  1. Guardare: le ciliegie in una ciotola sul tavolo, senza richieste.
  2. Stare vicino: aiutare a portare la cassetta, metterle in frigo.
  3. Toccare: prenderne una per il picciolo, sentire la buccia liscia.
  4. Giocare: contarle, metterle in fila, dividerle per colore o grandezza, appenderle all'orecchio come orecchini.
  5. Annusare: avvicinarle al naso, con calma.
  6. Preparare: lavarle, togliere il picciolo, metterle in un piatto per gli altri.
  7. Toccare con le labbra: un piccolo contatto, senza obbligo di mordere.
  8. Assaggiare: un pezzetto piccolo, già senza nocciolo, se e quando il bambino lo vuole.

Si può fermarsi a qualunque gradino. Anche toccare una ciliegia, per chi prima non voleva vederla nel piatto, è un passo importante.

A Turi: il mercato, la campagna, la Sagra

Il bello di vivere in un paese come Turi è che il cibo non si incontra solo a tavola.

Al mercato si possono guardare le cassette, scegliere insieme le ciliegie da comprare, consegnare le monete. Il cibo diventa parte di un'attività condivisa.

In campagna, se c'è l'occasione di visitare un ciliegeto di parenti o amici, si può osservare l'albero, raccogliere un frutto, metterlo nel cestino. Raccogliere è spesso più interessante di mangiare.

Alla Sagra: nel 2026 Turi ha ospitato la 34ª Sagra della Ciliegia Ferrovia, dal 5 al 7 giugno. Una festa così può essere piena di stimoli: folla, musica, profumi. Con un bambino sensibile conviene andare nelle prime ore, restare poco, scegliere un solo stand da visitare. Anche solo guardare le ciliegie esposte è un modo di partecipare. Date e programma cambiano ogni anno: controllate prima le informazioni aggiornate.

Cosa evitare

  • Usare il cibo come merce di scambio o come punizione: "se mangi la ciliegia, poi giochi". Lega il cibo a una tensione.
  • Nascondere il cibo dentro altri cibi accettati: può far perdere la fiducia nel piatto conosciuto.
  • Fare paragoni con fratelli o compagni.

Meglio piuttosto dare l'esempio: mangiare ciliegie insieme, con piacere, senza commenti sul bambino.

Attenzione alla sicurezza

Il nocciolo e il picciolo vanno sempre tenuti d'occhio, soprattutto con i bambini più piccoli o con chi tende a mettere tutto in bocca. Se la selettività alimentare è molto marcata, parlatene con il pediatra. Per la parte generale, leggete l'articolo sull'alimentazione selettiva e quello sull'orto a scuola.

Coinvolgere la famiglia e la scuola

Anche i fratelli, i nonni e i compagni possono partecipare al percorso. Un nonno che porta il bambino a vedere un ciliegeto, un fratello che inventa un gioco con le ciliegie, un'insegnante che in classe propone un'attività sulla frutta di stagione: ognuno aggiunge un'occasione per conoscere il cibo in modo sereno.

L'importante è che tutti usino lo stesso stile: proporre senza insistere, festeggiare i piccoli passi, accettare un "no". Può aiutare parlarne prima, spiegando ai familiari che l'obiettivo non è far mangiare il bambino a tutti i costi, ma rendere il cibo nuovo meno estraneo.

Pugliautismo a Turi

Pugliautismo è un centro educativo privato, non sanitario, con sede a Bari. Lavoriamo con approcci naturalistici, nelle situazioni quotidiane e legate al territorio, e il nostro servizio educativo a domicilio copre tutta la provincia di Bari, Turi compresa. Non è una terapia e non sostituisce i servizi sanitari, scolastici o sociali. Trovate come funziona nella pagina Intervento educativo a domicilio. Il primo colloquio conoscitivo è gratuito e si fa in sede, a Bari: scrivete su WhatsApp al +39 392 797 6432 o a info@pugliautismo.it. Indirizzo, orari e modo di lavorare del nostro centro per l'autismo a Bari sono raccolti sul sito.

Nei comuni vicini ci sono gli articoli sulla gita alle Grotte di Castellana e sul Carnevale di Putignano.

Fonti

Foto: Paolo Neo (Pixnio) / pixnio.com (licenza: CC0 (pubblico dominio, uso libero anche commerciale))

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