Mettere le mani nella terra, osservare un seme che germoglia, aspettare che un pomodoro diventi rosso. L'orto è un'attività semplice e antica, che negli ultimi anni è entrata in molte scuole. Spesso si dice che faccia bene in tanti modi: alla salute, all'umore, all'apprendimento. Cosa dice la ricerca?
Cosa dice la revisione
Nel 2016 un gruppo di ricercatori (Ohly e colleghi, 2016) ha pubblicato su BMC Public Health una revisione sistematica degli studi sugli effetti degli orti scolastici sulla salute e sul benessere.
Gli autori hanno incluso 40 articoli: 21 studi quantitativi, cioè basati su misure e numeri, 16 studi qualitativi, basati su interviste e osservazioni, e 3 studi misti.
I risultati principali:
- in generale, gli studi quantitativi erano di qualità bassa;
- le prove su un aumento del consumo di frutta e verdura erano limitate e basate su quanto riferito dagli stessi partecipanti;
- gli studi qualitativi, di qualità migliore, attribuivano agli orti una serie di benefici per la salute e il benessere, a volte con aspettative idealistiche sul lungo periodo;
- secondo i partecipanti, potevano trarne particolare beneficio gli alunni che non eccellono nelle attività in classe.
Gli autori hanno individuato anche i fattori che aiutano o ostacolano i progetti:
- la mancanza di fondi e l'eccessivo affidamento sui volontari mettevano a rischio il successo;
- il coinvolgimento della comunità locale e l'integrazione dell'orto nel programma scolastico lo favorivano.
La conclusione: servono ricerche quantitative più solide per confermare i benefici ampi suggeriti dagli studi qualitativi.
Come leggere questi risultati
A nostro giudizio, la revisione invita a un entusiasmo prudente. Non possiamo dire che l'orto migliori in modo dimostrato la salute o l'alimentazione. Possiamo dire che alunni, insegnanti e famiglie ne riferiscono spesso un'esperienza positiva, e che l'orto sembra offrire un'occasione diversa a chi in classe fa più fatica.
I limiti da conoscere
La revisione riguarda gli orti scolastici in generale e non studia in modo specifico i bambini neurodivergenti. Le osservazioni che seguono sono quindi nostre riflessioni educative, da verificare con l'esperienza di ciascun bambino. Ogni proposta va adattata ai suoi interessi, alla sua sensibilità e ai suoi tempi.
Perché può essere prezioso per i bambini neurodivergenti
L'orto offre esperienze che, a nostro giudizio, possono essere particolarmente adatte a molti bambini autistici, con ADHD o con DSA:
- attività concrete e manuali, in cui si impara facendo;
- tempi lunghi e prevedibili: semina, crescita, raccolta;
- esperienze sensoriali varie, da dosare con attenzione: terra, acqua, profumi, colori;
- movimento all'aria aperta;
- ruoli chiari nel lavoro di gruppo: chi annaffia, chi misura, chi raccoglie;
- risultati visibili, che danno soddisfazione.
Idee per iniziare
Non serve un grande giardino. Anche un balcone può bastare.
- Partire in piccolo. Qualche vaso con erbe aromatiche, insalata o fragole.
- Scegliere piante facili e a crescita rapida, per vedere presto i risultati.
- Creare una routine: un momento fisso per annaffiare e osservare.
- Tenere un "diario dell'orto" con disegni, foto o parole, per seguire i cambiamenti.
- Rispettare le preferenze sensoriali. Se toccare la terra dà fastidio, si possono usare guanti o attrezzi.
- Cucinare insieme quello che si raccoglie. Assaggiare ciò che si è coltivato può incuriosire anche chi è selettivo a tavola.
- Collegare l'orto alla scuola: misure, conteggi, parole nuove, piccoli esperimenti.
Un'esperienza da condividere
L'orto è anche un'occasione per stare insieme: genitori e figli, compagni di classe, nonni e nipoti. A nostro giudizio, è proprio questa dimensione relazionale, fatta di attesa, cura e scoperta, a renderlo un'esperienza educativa preziosa.
Un invito
Se vivete a Bari o in provincia e volete scoprire come le esperienze all'aperto possono far parte del percorso educativo di vostro figlio, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Ohly H., Gentry S., Wigglesworth R., Bethel A., Lovell R., Garside R. (2016). A systematic review of the health and well-being impacts of school gardening: synthesis of quantitative and qualitative evidence. BMC Public Health, 16, 286. https://doi.org/10.1186/s12889-016-2941-0
Foto: Madara (https://unsplash.com/@madara_p) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)



