Il supermercato è uno dei luoghi più ricchi di occasioni per imparare. Ci sono colori, forme, numeri, parole, scelte, attese, persone. Per un bambino nello spettro autistico, però, può essere anche uno dei posti più difficili da attraversare. Luci forti, musica, annunci dagli altoparlanti, carrelli che sbattono, corsie piene, il freddo improvviso del reparto frigo.
Molti genitori finiscono per fare la spesa da soli, di corsa, oppure rinunciano del tutto a portare il bambino con sé. È comprensibile. Eppure, con qualche accorgimento, la spesa può diventare un piccolo laboratorio di autonomia, uno di quei momenti della vita reale in cui si impara meglio, perché quello che si fa ha un senso concreto.
Perché il supermercato affatica
Un gruppo di ricercatori del Centre for Autism dell'Università di Reading, nel Regno Unito, ha studiato a lungo l'esperienza delle persone autistiche nei supermercati, anche costruendo un modello di negozio a grandezza naturale. Tra i problemi principali sono emersi le luci intense, i rumori forti, gli odori marcati e i cambi di temperatura. Gli stessi ricercatori sottolineano che le cosiddette ore silenziose, offerte da alcune catene, sono un buon inizio ma non bastano da sole, perché non risolvono tutte le altre fonti di disagio.
A questo si aggiunge l'imprevedibilità. Il prodotto che non si trova, il reparto spostato, la fila più lunga del previsto. Per un bambino che ha bisogno di sapere cosa succederà, ogni sorpresa pesa un po'.
Prima di uscire, la lista con le immagini

La preparazione comincia a casa. Una lista della spesa con le immagini dei prodotti, ritagliate dalle confezioni, fotografate o disegnate, rende il compito chiaro e concreto. Il bambino sa cosa cercare e quando la spesa è finita. Si può usare un cartoncino con strisce di velcro, oppure una lista su cui barrare o spostare ogni prodotto trovato.
All'inizio la lista può avere due o tre prodotti soltanto, scelti tra quelli che vostro figlio conosce e magari ama. Con il tempo si allunga. Le linee guida inglesi del NICE raccomandano proprio di usare supporti visivi significativi per il bambino, parole, immagini o simboli, per renderne più comprensibile l'ambiente. Anche la revisione delle pratiche basate sulle prove curata dal National Clearinghouse on Autism Evidence and Practice include i supporti visivi tra le pratiche sostenute dalla ricerca, insieme agli interventi naturalistici, quelli inseriti nelle attività e nelle routine di tutti i giorni.
Si può preparare anche una piccola sequenza del percorso. Parcheggio, carrello, frutta, pane, cassa, macchina, casa. Guardarla prima di uscire aiuta a sapere cosa aspettarsi.
Scegliere il momento e il negozio
Non tutti i momenti sono uguali. Le prime ore del mattino o il primo pomeriggio dei giorni feriali sono spesso più tranquilli. Un negozio piccolo e conosciuto è più semplice di un grande ipermercato. Ripetere la spesa sempre nello stesso posto, con lo stesso percorso, dà sicurezza, e con il tempo il bambino potrà anticipare le tappe.
Portate con voi quello che lo aiuta di solito, le cuffie per il rumore, un oggetto da stringere, uno spuntino. E tenete una via d'uscita pronta. Se diventa troppo, si lascia il carrello a un addetto e si esce. La spesa si finisce un altro giorno.
Un esempio concreto. Giulio, un bambino immaginario, non riusciva a entrare nel supermercato sotto casa. I genitori hanno cominciato con visite di cinque minuti per comprare una sola cosa, il suo yogurt preferito, scelto da lui dallo scaffale e messo nel cestino. Dopo qualche settimana i prodotti sulla lista sono diventati tre, poi cinque.
Un ruolo per il bambino

Avere un compito preciso dà senso alla visita e aiuta a stare nel presente. Il bambino può spingere il carrello, mettere i prodotti nel cestino, cercare il colore giusto della confezione, contare le mele, pesare la frutta sulla bilancia, porgere la tessera alla cassa. Ogni compito è anche un'occasione per imparare qualcosa, i nomi dei cibi, i numeri, i colori, le parole per chiedere.
Le piccole scelte sono preziose. Meglio offrire due alternative chiare, la pasta corta o quella lunga, le mele rosse o quelle verdi, piuttosto che una domanda aperta. Scegliere tra due possibilità è più semplice, e permette al bambino di sentire che la sua decisione conta. Per chi usa la comunicazione con immagini, basta mostrare le due confezioni e aspettare che indichi.
La fila alla cassa e l'attesa
La cassa è spesso il momento più difficile. Bisogna aspettare, in mezzo ad altre persone, senza sapere bene quanto durerà. Qui torna utile tutto quello che si allena a casa con i giochi di turno. Se vi interessa, trovate qualche idea in Aspettare il proprio turno giocando.
Durante l'attesa si può dare al bambino un compito, mettere i prodotti sul nastro uno alla volta, contare quante persone ci sono davanti, guardare quanti prodotti restano nel carrello. Si può scegliere la cassa con meno persone, anche se è più lontana. Se il negozio prevede casse prioritarie o accorgimenti per chi ha bisogno di meno attesa, informatevi, perché in alcuni casi esistono.
Quando qualcosa cambia
Prima o poi succederà. Il biscotto preferito non c'è, il reparto è stato spostato, la cassa abituale è chiusa. Sono momenti delicati, ma anche occasioni per imparare a gestire piccoli imprevisti in un contesto protetto. Si può preparare in anticipo una carta con scritto, o disegnato, «cambio», da mostrare quando qualcosa non va come previsto, e tenere pronta una seconda scelta già concordata a casa. Spiegate il cambiamento con poche parole e ricordate al bambino che il resto della spesa resta uguale. Se la frustrazione cresce, meglio fermarsi un momento in un angolo tranquillo che insistere.
Dopo la spesa
La spesa non finisce alla cassa. Sistemare insieme i prodotti a casa, il latte nel frigorifero, la pasta nella dispensa, è un'altra occasione per imparare a riconoscere, ordinare e mettere in sequenza. Diventa parte di una routine che si ripete ogni settimana, e che il bambino impara a conoscere. Ne parliamo anche in Routine quotidiane, occasioni per imparare.
Se vostro figlio mangia pochi alimenti, la spesa può diventare anche un modo dolce per avvicinarsi a cibi nuovi, guardandoli, toccandoli, mettendoli nel carrello senza obbligo di assaggiarli. Trovate approfondimenti in Alimentazione selettiva e autismo, cosa sapere.
Cosa sappiamo e cosa no
Non esistono studi che misurino il modo migliore di fare la spesa con un bambino autistico. Sappiamo però dalla ricerca che i supporti visivi aiutano a comprendere le situazioni, che gli ambienti sensorialmente intensi possono affaticare e che si impara bene dentro le attività reali di tutti i giorni. È lo spirito degli approcci naturalistici, che uniamo all'osservazione attenta di ogni bambino.
In pratica
- Preparate a casa una lista con le immagini dei prodotti, partendo da due o tre cose conosciute.
- Scegliete un negozio piccolo e un orario tranquillo, e ripetete lo stesso percorso.
- Portate cuffie, un oggetto rassicurante e uno spuntino, e tenete pronta una via d'uscita.
- Date al bambino un compito preciso, come spingere il carrello o mettere i prodotti nel cestino.
- Offrite piccole scelte tra due alternative chiare.
- Rendete l'attesa alla cassa più concreta con un compito, come mettere i prodotti sul nastro uno alla volta.
- A casa sistemate insieme la spesa, così diventa una routine settimanale.
Vieni a trovarci
Ogni uscita al supermercato può diventare un passo verso l'autonomia, con i tempi giusti per vostro figlio. Se volete costruire insieme a noi un percorso che parta dalla vita di tutti i giorni, il primo colloquio è gratuito e si svolge in sede, presso il nostro centro educativo a Bari. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- University of Reading, Centre for Autism (2024). Autism-friendly supermarkets need more than 'quiet hours'. https://www.reading.ac.uk/news/2024/Research-News/Autism-friendly-supermarkets-need-more-than-quiet-hours
- NICE (2013, aggiornata 2021). Autism spectrum disorder in under 19s: support and management (CG170), raccomandazione 1.1.9. https://www.nice.org.uk/guidance/cg170/chapter/recommendations
- Steinbrenner J. R., Hume K., Odom S. L. e altri (2020). Evidence-based practices for children, youth, and young adults with Autism. The University of North Carolina at Chapel Hill, Frank Porter Graham Child Development Institute, National Clearinghouse on Autism Evidence and Practice. https://ncaep.fpg.unc.edu/wp-content/uploads/EBP-Report-2020.pdf
Foto: copertina fotorealistica e illustrazioni generate con IA per Pugliautismo, 30/10/2026 (licenza: Immagine generata con IA, uso libero)



