Sostegno in provincia di Bari, più posti in deroga che stabili

Un'aula scolastica vuota e luminosa, con banchi, sedie e grandi finestre.

Ogni settembre molte famiglie si fanno la stessa domanda: chi sarà l'insegnante di sostegno quest'anno? Per un bambino autistico la risposta conta molto. Un insegnante che lo conosce sa già come presentargli una novità, quali segnali indicano stanchezza, quali attività funzionano. Ricominciare da capo ogni anno ha un costo, per il bambino e per la classe.

Una parte del problema sta in un dato poco conosciuto: in provincia di Bari i posti di sostegno "in deroga" sono più di quelli in organico.

Cosa sono i posti in deroga

I posti di sostegno si dividono, semplificando, in due gruppi:

  • i posti in organico, stabiliti ogni anno a livello regionale e provinciale, su cui gli insegnanti possono essere assunti a tempo indeterminato;
  • i posti in deroga, che l'Ufficio scolastico autorizza in aggiunta, in base alle esigenze degli alunni con disabilità certificata, per un solo anno scolastico.

I posti in deroga esistono per garantire il diritto allo studio quando l'organico non basta. I decreti dell'Ufficio scolastico richiamano come base la sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 2010 e l'art. 40 della legge 449 del 1997. Sono uno strumento necessario. Il punto è che, per loro natura, sono annuali: si coprono in genere con supplenze, e l'insegnante può cambiare da un anno all'altro.

I numeri della provincia di Bari per il 2026/2027

Secondo i decreti dell'Ufficio scolastico per la provincia di Bari:

  • i posti in organico di sostegno sono 3.070, più 154 posti di potenziamento nella secondaria di secondo grado;
  • con il decreto del 13 agosto 2026 sono stati autorizzati 4.032 posti e tre quarti in deroga: 256¼ nell'infanzia, 1.377¼ nella primaria, 948½ nella secondaria di primo grado e 1.450¾ nella secondaria di secondo grado;
  • con un ulteriore decreto del 15 ottobre 2026, indicato come rettifica e conseguente assegnazione, sono stati attribuiti altri 286½ posti in deroga.

Non sommiamo i due decreti in un unico totale, perché il secondo contiene anche rettifiche. Il dato di fondo, però, è chiaro: i posti in deroga superano quelli in organico.

Per confronto, nel 2025/2026 i posti in deroga autorizzati con il decreto del 30 luglio 2025 erano 3.398, saliti a 3.406 con la rettifica del 27 agosto 2025.

Perché conta per un bambino autistico

Un aumento dei posti in deroga significa che più alunni hanno ottenuto le ore di sostegno di cui hanno bisogno. È un fatto positivo. Allo stesso tempo, quando la quota annuale diventa la maggioranza, la continuità diventa più difficile da garantire.

Per un bambino autistico cambiare insegnante significa spesso:

  • ricostruire da capo la relazione e la fiducia;
  • spiegare di nuovo strategie, segnali e strumenti già sperimentati;
  • perdere alcune settimane all'inizio dell'anno, nell'attesa delle nomine.

Non è una critica agli insegnanti, che spesso fanno un lavoro straordinario anche con incarichi brevi. È una questione di organizzazione.

Cosa può fare la famiglia

  • Nel GLO di fine anno, chiedete che il PEI descriva in modo preciso strategie e strumenti che funzionano: sarà il punto di partenza per chi arriva.
  • Chiedete alla scuola di prevedere un passaggio di consegne tra l'insegnante uscente e quello nuovo, anche solo con una relazione scritta.
  • Preparate voi un breve documento di presentazione del bambino: cosa gli piace, cosa lo agita, come comunica.
  • Nei primi giorni, chiedete un incontro con il nuovo insegnante.

Le nostre proposte

A nostro giudizio sarebbe utile:

  1. Trasformare in organico una parte stabile dei posti in deroga, almeno quella che si ripete in modo costante ogni anno.
  2. Favorire la conferma dello stesso docente sullo stesso alunno, quando la famiglia e la scuola lo chiedono e le norme lo consentono.
  3. Anticipare i tempi delle nomine, perché il sostegno sia presente dal primo giorno.
  4. Pubblicare ogni anno un quadro semplice di organico, deroghe e tempi delle nomine.

Un aiuto accanto alla scuola

Pugliautismo è un centro educativo privato, non sanitario, con sede a Bari. Lavoriamo con approcci naturalistici e il nostro servizio educativo a domicilio copre tutta la provincia di Bari. Non è una terapia e non sostituisce la scuola né il sostegno: può affiancare la famiglia anche nei passaggi tra un anno scolastico e l'altro. Trovate come funziona nella pagina Intervento educativo a domicilio. Il primo colloquio conoscitivo è gratuito e si fa in sede, a Bari: scrivete su WhatsApp al +39 392 797 6432 o a info@pugliautismo.it. Tutte le informazioni sono su www.pugliautismo.it.

Per approfondire: Sostegno scolastico in Puglia, i dati ISTAT, PEI e GLO in Puglia e Insegnante di sostegno, educatore scolastico ed educatore a casa.

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Fonti

Fonti consultate il 30/10/2026.

Foto: Azzedine Rouichi (https://unsplash.com/@rouichi) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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