Garante disabilità in Puglia: cosa dicono le relazioni

La sede in vetro del Consiglio regionale della Puglia a Bari, con la bandiera europea davanti all'ingresso

Quando un servizio non risponde, una domanda resta ferma o una scuola non è accessibile, in Puglia ci si può rivolgere anche al Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. È un ufficio che opera presso il Consiglio regionale, a Bari, e svolge una tutela non giurisdizionale: raccoglie segnalazioni, chiede chiarimenti agli enti, formula raccomandazioni.

Abbiamo letto le due relazioni annuali più recenti pubblicate sul sito del Garante, sul 2024 e sul 2025, e gli atti del Consiglio regionale sui programmi di attività. Non ci interessa valutare l'ufficio, ma capire cosa segnala sul funzionamento dei servizi e quali informazioni mancano ancora.

Cosa prevedono le norme

Il Garante è previsto dalla legge regionale n. 19 del 2006 sul sistema integrato dei servizi sociali, agli articoli da 30 a 31-quater, insieme al Garante dei minori e a quello delle persone private della libertà. I suoi compiti sono definiti dal regolamento regionale n. 9 del 2017. L'articolo 31-bis, comma 2, stabilisce che «entro il 15 settembre di ogni anno» i Garanti presentino all'Ufficio di Presidenza del Consiglio il programma di attività per l'anno successivo.

Tre anni e mezzo senza Garante

La relazione sul 2024 ricorda che dal marzo 2020 l'ufficio è rimasto vacante «per tre anni e mezzo circa». Il Consiglio regionale ha eletto il nuovo Garante nella seduta del 21 novembre 2023 e la nomina è arrivata nel dicembre 2023.

La stessa relazione spiega che la prima attività è stata recuperare il lavoro precedente e ripristinare l'indirizzo di posta elettronica e il sito istituzionale, condizione per poter ricevere di nuovo le segnalazioni. A nostro avviso questo fatto dice molto: per un lungo periodo questo canale di tutela è stato, di fatto, difficile da raggiungere per le persone con disabilità della Puglia.

Cosa segnalano le relazioni

Le due relazioni descrivono criticità molto concrete.

Le segnalazioni. Nel 2024 sono state «centinaia», con una media di circa cinque al giorno. Secondo la relazione, il 70-80% delle raccomandazioni ha avuto esito positivo; «in pochi, ma significativi casi», non si è ottenuta risposta.

I temi. Nella relazione 2025 la sanità resta un ambito centrale, con segnalazioni su tempi di attesa, presa in carico, accesso alle prestazioni, disabilità gravissime e autismo. Per la scuola emergono il Piano educativo individualizzato, il sostegno, l'assistenza specialistica e il trasporto scolastico. Seguono le barriere architettoniche e il lavoro.

I 45 Ambiti. Già nel 2024 il Garante scriveva che i 45 Ambiti territoriali sociali portano ad avere «quarantacinque modalità diverse» di realizzazione delle misure per le persone con disabilità. Nel 2025 lo conferma: è «la criticità principale», perché «persone con bisogni simili possono ricevere risposte diverse a seconda del territorio in cui vivono».

Personale e procedure. La relazione 2025 elenca carenza di personale amministrativo e tecnico, tempi lunghi di risposta, procedure complesse, informazione poco chiara e formazione insufficiente del personale pubblico. Parla anche di una «distanza tra norma e attuazione»: le misure regionali esistono, ma la loro efficacia dipende dalla capacità dei territori di renderle operative.

Le barriere. La relazione 2024 riferisce di aver suggerito alla Regione di finanziare la realizzazione dei PEBA, i piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche, e non solo la loro progettazione. Ne parliamo in questo articolo.

Cosa manca: i numeri

La relazione 2024 dà alcune indicazioni quantitative, anche se approssimative («centinaia», «70-80%»). La relazione 2025 non riporta un numero di segnalazioni per il 2025: rinvia ai dati del 2024 e dice che il flusso «si è mantenuto elevato». Tra le raccomandazioni finali, lo stesso Garante chiede di «potenziare la raccolta dei dati sulle segnalazioni».

Dagli atti consultati non risulta pubblicata una ripartizione delle segnalazioni per tema, per provincia o per ente coinvolto, né l'elenco degli enti che non hanno risposto.

I tempi della programmazione

Dagli atti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale risulta che:

  • il programma 2024 dei Garanti è stato trasmesso con nota del 27 giugno 2024 e approvato con deliberazione n. 258 del 23 luglio 2024;
  • il programma 2026 del Garante per le persone con disabilità risulta protocollato il 9 febbraio 2026 ed è stato approvato con deliberazione n. 4 del 19 febbraio 2026.

In entrambi i casi la trasmissione risulta successiva al termine del 15 settembre dell'anno precedente previsto dalla legge. Il ritardo riguarda i programmi di tutti e tre i Garanti regionali. Per il 2024 si spiega in parte con la nomina di dicembre 2023; per il 2026 l'Ufficio di Presidenza ha comunque ritenuto i programmi «conformi alle disposizioni» della legge e li ha approvati.

Cosa ne pensiamo

A nostro avviso le relazioni del Garante sono una fonte preziosa, perché raccontano dal punto di vista delle persone quello che i dati di spesa mostrano in modo più freddo: in Puglia i diritti dipendono molto dal luogo in cui si vive. È lo stesso quadro che emerge dai dati ISTAT sulla spesa sociale dei Comuni, di cui parliamo qui. Con la riforma della disabilità e il progetto di vita, di cui abbiamo scritto in questo articolo, il ruolo del Garante potrà crescere ancora.

Per questo, secondo noi, servono numeri pubblici e regole che evitino un nuovo vuoto.

Le nostre proposte

  1. Pubblicare ogni anno i dati delle segnalazioni per tema, provincia, ente coinvolto ed esito, in forma anonima.
  2. Rendere pubblico l'elenco degli enti che non hanno risposto alle richieste del Garante.
  3. Prevedere una norma per i casi di vacanza, con tempi certi per la nuova nomina e una gestione temporanea dell'ufficio.
  4. Organizzare i tempi in modo che i programmi annuali dei Garanti possano essere presentati entro il 15 settembre e le attività partano da gennaio.
  5. Dare seguito alle raccomandazioni sugli Ambiti, con standard regionali comuni per accesso, tempi e moduli.

Se l'Ufficio del Garante, il Consiglio regionale o un lettore ritengono che qualcosa vada corretto o completato, vi chiediamo di scriverci a info@pugliautismo.it.


Pugliautismo è un centro educativo privato, non sanitario, e non è una struttura accreditata ex R.R. 9/2016. Non gestisce i servizi pubblici descritti in questo articolo.

Il primo colloquio conoscitivo è gratuito e si fa in sede, a Bari, in Viale della Repubblica 116. Potete scriverci su WhatsApp al +39 392 797 6432 o a info@pugliautismo.it. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Staff di Pugliautismo

Fonti

Fonti consultate il 30/10/2026.

Foto: Saggittarius A / Wikimedia Commons (licenza: CC BY-SA 4.0, foto ritagliata)

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