PEBA in Puglia: un obbligo del 1986 ancora da completare

Uno scivolo ricavato nel bordo di un marciapiede

Un marciapiede senza scivolo, un ufficio comunale raggiungibile solo con le scale, una scuola con l'ingresso stretto. Per una persona in carrozzina, ma anche per un bambino che ha bisogno di percorsi chiari e prevedibili o per un genitore con il passeggino, sono ostacoli concreti di ogni giorno.

Lo strumento con cui un Comune censisce queste barriere e programma come eliminarle si chiama PEBA, Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Abbiamo verificato cosa prevede la legge e qual è la situazione in Puglia secondo i dati pubblicati dalla Regione.

Cosa prevede la legge, e da quando

L'obbligo non è nuovo. L'articolo 32 della legge n. 41 del 28 febbraio 1986 stabilisce:

  • al comma 21, che per gli edifici pubblici esistenti non ancora adeguati le amministrazioni competenti adottino i piani di eliminazione delle barriere architettoniche «entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge»;
  • al comma 22, che per i Comuni e le Province, trascorso quel termine, «le regioni [...] nominano un commissario per l'adozione dei piani [...] presso ciascuna amministrazione».

La legge n. 104 del 1992, all'articolo 24, ha esteso i piani anche agli spazi urbani: marciapiedi, attraversamenti, percorsi.

Il termine fissato dalla legge è quindi scaduto da quasi quarant'anni.

Quanti Comuni pugliesi hanno un PEBA

Sul portale regionale ORCA, nella pagina dedicata ai PEBA, la Regione Puglia pubblica lo stato di attuazione. In Puglia ci sono 257 Comuni. Secondo la pagina regionale:

  • 148 Comuni hanno adottato, approvato o ampliato il PEBA;
  • 66 Comuni hanno il PEBA «in corso di approvazione»;
  • 13 Comuni lo stanno aggiornando o ampliando;
  • complessivamente 216 Comuni hanno ricevuto contributi regionali o statali per la redazione o l'ampliamento.

In sintesi, secondo la pagina regionale consultata il 30 ottobre 2026, 148 Comuni hanno adottato o approvato il PEBA e 66 lo hanno in corso di approvazione. Per gli altri Comuni pugliesi la pagina non riporta dati: potrebbero averlo adottato senza contributi regionali, oppure non averlo ancora avviato.

Quanto ha investito la Regione

Secondo la stessa pagina, dal 2019 la Regione ha sostenuto i Comuni con 943.000 euro di fondi regionali (legge regionale n. 67 del 2018, art. 87) e 577.000 euro di fondi statali del Fondo per l'inclusione delle persone con disabilità. Dagli atti consultati la cifra statale non coincide con quanto indicato in altri atti regionali: la DGR n. 124 del 2023 e la DGR n. 400 del 2024, richiamate nella determinazione n. 312/2026, citano assegnazioni statali di 795.922,47 euro e 78.243,19 euro. La pagina regionale potrebbe indicare le somme concesse ai Comuni, mentre gli atti indicano quelle assegnate alla Regione; non abbiamo trovato un documento che chiarisca la differenza.

Gli avvisi più recenti sono due:

  • la determinazione n. 369 del 4 settembre 2025 ha aperto un avviso per i Comuni che non hanno ancora adottato il PEBA, con scadenza prorogata al 5 dicembre 2025 (determinazione n. 511 del 28 novembre 2025);
  • la determinazione n. 312 del 2 ottobre 2026 (BURP n. 84 del 22 ottobre 2026) ha stanziato 150.000 euro per il triennio 2026-2028, 50.000 euro l'anno, per aggiornare i PEBA già adottati da almeno due anni. Il contributo massimo è di 5.000 euro per i Comuni fino a 30.000 abitanti e di 10.000 euro per quelli più grandi. Le domande scadono il 16 novembre 2026.

Tra i requisiti, l'avviso 2026 chiede ai Comuni di aver istituito in bilancio un capitolo vincolato all'abbattimento delle barriere architettoniche, con una quota non inferiore al 15% dei proventi annuali da oneri di urbanizzazione e da sanzioni urbanistico-edilizie e in materia di accessibilità, come previsto dall'articolo 10 della legge regionale n. 36 del 2023.

Cosa non risulta dagli atti

Dagli atti consultati non risulta che la Regione abbia nominato commissari per i Comuni inadempienti, come previsto dal comma 22 della legge del 1986. Dagli atti risulta che finora la Regione ha sostenuto i Comuni con contributi e linee guida.

Non risultano inoltre dati pubblici su quanti interventi previsti nei PEBA siano stati realizzati. Il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, nella relazione sul 2024, ha suggerito di finanziare anche la realizzazione degli interventi e non solo la progettazione dei piani.

Cosa ne pensiamo

A nostro avviso i fatti mostrano due problemi. Il primo è il tempo: un obbligo del 1986 è ancora incompleto in una parte rilevante dei Comuni pugliesi. Il secondo è la distanza tra piano e opere: un PEBA approvato ma non finanziato resta un elenco di barriere. Con 5.000 o 10.000 euro si può aggiornare un piano, non eliminare le barriere che contiene.

Per le persone autistiche l'accessibilità non riguarda solo le rampe: conta anche avere spazi leggibili, percorsi chiari e luoghi meno caotici. Su cosa segnala il Garante regionale trovate un approfondimento qui.

Le nostre proposte

  1. Fissare una scadenza regionale per i Comuni ancora senza PEBA e, se non rispettata, valutare i poteri sostitutivi previsti dalla legge del 1986.
  2. Pubblicare l'elenco completo dei 257 Comuni con lo stato del piano, compresi quelli che non hanno chiesto contributi, a partire dai capoluoghi di provincia.
  3. Finanziare la realizzazione degli interventi, non solo la redazione e l'aggiornamento dei piani.
  4. Chiedere ai Comuni di pubblicare ogni anno quanti interventi del PEBA sono stati realizzati.
  5. Considerare nei piani anche l'accessibilità sensoriale e cognitiva, utile alle persone autistiche.

Se un Comune, la Regione o un lettore hanno dati da correggere o integrare, vi chiediamo di scriverci a info@pugliautismo.it.


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Staff di Pugliautismo

Fonti

Fonti consultate il 30/10/2026.

Foto: Nick-philly / Wikimedia Commons (licenza: CC BY-SA 4.0)

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