Insegnante di sostegno, educatore scolastico ed educatore a casa, chi fa cosa in provincia di Bari

Muro bianco a calce con piante di fico d'India in vaso sotto il cielo blu, a Ostuni, in provincia di Brindisi (foto scattata fuori dalla provincia di Bari)

Intorno a un alunno nello spettro autistico possono ruotare diverse figure: l'insegnante di classe, l'insegnante di sostegno, un educatore dell'assistenza specialistica, a volte un educatore che lavora a casa. Ognuna ha un ruolo preciso, e chi paga, chi decide e a chi chiedere cambia da una figura all'altra. In provincia di Bari, poi, cambia anche in base al grado di scuola. Proviamo a fare ordine, con le fonti ufficiali.

L'insegnante di sostegno: un docente della classe

L'insegnante di sostegno è un docente assegnato dalla scuola alla classe in cui è inserito l'alunno con disabilità. Il quadro di riferimento è il Decreto legislativo 66 del 2017 sull'inclusione scolastica. Il sostegno è una risorsa di tutta la classe, non un "insegnante personale", e lavora insieme ai colleghi sulla base del PEI, il Piano Educativo Individualizzato, definito dal GLO, il gruppo di lavoro di cui fa parte anche la famiglia.

Per tutto ciò che riguarda il sostegno e il PEI, l'interlocutore è la scuola. Ne parliamo in Il PEI spiegato ai genitori e, con i dati regionali, in Sostegno scolastico in Puglia, cosa dicono gli ultimi dati ISTAT.

L'assistenza specialistica: infanzia e primo ciclo, la organizza l'Ambito

Accanto al sostegno può esserci un educatore dell'assistenza specialistica per l'autonomia e la comunicazione. Non è un docente: affianca l'alunno su autonomia, comunicazione e partecipazione, in modo complementare al sostegno.

Per la scuola dell'infanzia, la primaria e la secondaria di primo grado, in provincia di Bari questo servizio è organizzato dagli Ambiti territoriali sociali, cioè dai comuni associati. Alcuni esempi, dalle fonti ufficiali:

  • l'Ambito 5 (Triggiano, Capurso, Adelfia, Valenzano, Cellamare) prevede che la richiesta sia presentata dal dirigente scolastico all'Ufficio di Piano, con il consenso della famiglia;
  • l'Ambito di Modugno, Bitetto e Bitritto nell'avviso per il 2025/2026 ha chiesto che le famiglie consegnassero alla scuola la documentazione, compreso il verbale della legge 104 art. 3 comma 3, entro la scadenza indicata dall'avviso;
  • l'Ambito di Conversano, Monopoli e Polignano a Mare organizza il servizio almeno dall'anno scolastico 2009-2010, secondo la scheda pubblicata dalla Regione Puglia, e assegna le ore considerando la situazione di ciascun alunno e il tempo scuola.

Regole, moduli e scadenze cambiano da Ambito ad Ambito e da un anno all'altro. Per questo il consiglio è chiedere alla scuola già in primavera.

Le superiori: il servizio passa alla Città metropolitana di Bari

Alla scuola secondaria di secondo grado cambia l'ente. L'assistenza specialistica per gli studenti con disabilità delle superiori è gestita dalla Città metropolitana di Bari, che nel 2025 ha bandito un accordo quadro di quattro anni per questo servizio.

Lo stesso ente gestisce anche l'assistenza alla comunicazione per gli alunni con disabilità uditiva o visiva di tutti i gradi di scuola dei comuni dell'area metropolitana.

Le domande si presentano online sul portale indicato dalla Città metropolitana, con accesso tramite SPID. Le date cambiano ogni anno: controllate il bando sul sito della Città metropolitana, nella sezione delle notizie.

L'educatore a casa: un percorso privato, educativo

Infine, alcune famiglie scelgono anche un percorso educativo privato. Pugliautismo è un centro educativo privato, non sanitario, con sede a Bari, e offre un servizio a domicilio in tutta la provincia. Il nostro educatore non lavora a scuola e non sostituisce né l'insegnante di sostegno né l'assistenza specialistica. Lavora a casa, con approcci naturalistici, sul gioco e sulle routine quotidiane. Non è una terapia.

Come far parlare casa e scuola

Il valore aggiunto arriva quando le figure si parlano. Qualche idea, sempre con il consenso della famiglia e nel rispetto dei ruoli:

  • condividere gli strumenti: se a scuola si usa una sequenza di immagini per la routine, può essere utile usarla anche a casa;
  • scegliere uno o due obiettivi comuni, per esempio chiedere aiuto o aspettare il turno, su cui lavorare in entrambi i contesti;
  • portare al GLO le osservazioni di casa, così il PEI tiene conto della vita reale del bambino;
  • evitare i doppioni: non serve fare a casa ciò che si fa già a scuola, meglio completarlo.

Uno schema riassuntivo per la provincia di Bari

  • Insegnante di sostegno → lo assegna la scuola; si parla con la scuola.
  • Assistenza specialistica, infanzia e primo ciclo → la organizza l'Ambito sociale; la richiesta passa dalla scuola.
  • Assistenza specialistica, superiori → Città metropolitana di Bari; domanda online con SPID.
  • Assistenza alla comunicazione per disabilità uditiva o visiva, tutti i gradi → Città metropolitana di Bari.
  • Educatore a casa privato → scelta della famiglia.

Conoscerci

Se volete capire se un percorso educativo a casa può affiancare bene il lavoro della scuola, si comincia con un colloquio conoscitivo, di solito da remoto, oppure in sede se lo preferite. Poi un incontro breve al centro, di 20-30 minuti al massimo. Vi chiederemo l'ultima valutazione della neuropsichiatria infantile.

Trovate i dettagli nella pagina Intervento educativo a domicilio, le Guide per genitori e i contatti su www.pugliautismo.it: WhatsApp +39 392 797 6432, info@pugliautismo.it.

Fonti

Foto: Giovanni Calia (https://unsplash.com/@giovannicalia) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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