La prima riunione con gli insegnanti, un modulo da leggere e tre sigle sul foglio: DSA, PDP, «compensativi». Quando arriva una diagnosi di DSA, a scuola si comincia a parlare di "strumenti compensativi", "misure dispensative" e "PDP". Sono parole che possono sembrare tecniche, ma riguardano molto da vicino la vita quotidiana di vostro figlio. In questo articolo proviamo a spiegarle in modo semplice, basandoci sui testi ufficiali.
Cosa prevede la legge
La Legge 170 del 2010, all'articolo 5, stabilisce che gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a provvedimenti compensativi e dispensativi di flessibilità didattica, lungo tutto il percorso di studi. La scuola deve garantire:
- una didattica individualizzata e personalizzata, che tenga conto delle caratteristiche di ciascuno;
- l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche;
- misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;
- per le lingue straniere, strumenti che favoriscano la comunicazione orale e ritmi graduali di apprendimento.
La legge chiede anche che queste misure vengano monitorate periodicamente, per valutarne l'efficacia. Chiede inoltre forme di verifica e valutazione adeguate, anche agli esami.
Gli strumenti compensativi
Le Linee guida ministeriali del 2011, allegate al Decreto ministeriale 12 luglio 2011, n. 5669, li descrivono come strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione resa difficile dal disturbo. Tra i più noti indicano:
- la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
- il registratore, che permette di non dover scrivere gli appunti della lezione;
- i programmi di videoscrittura con correttore ortografico;
- la calcolatrice;
- strumenti più semplici come tabelle, formulari e mappe concettuali.
Un punto importante, spesso frainteso: secondo le Linee guida questi strumenti sollevano lo studente da una prestazione resa difficile dal disturbo, senza facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo. Non sono "scorciatoie" né un vantaggio sugli altri: servono a mettere il ragazzo in condizione di mostrare ciò che sa.
Le Linee guida aggiungono che l'uso di questi strumenti non è immediato: va insegnato e accompagnato. Una sintesi vocale installata ma mai provata insieme serve a poco.
Le misure dispensative
Le misure dispensative permettono allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficili e non migliorano l'apprendimento. Alcuni esempi citati nelle Linee guida:
- evitare di chiedere la lettura ad alta voce in classe, se non di brani già preparati;
- concedere tempi più lunghi per le verifiche scritte;
- prevedere una quantità minore di esercizi o un'adeguata riduzione del carico di lavoro.
Lo scopo, come precisa il decreto ministeriale, è evitare affaticamento e disagio senza ridurre il livello degli obiettivi di apprendimento.
Una curiosità: da meno dell'1% al 6%
Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito, nell'anno scolastico 2022/2023 gli alunni con certificazione di DSA erano 354.569, il 6,0% dei frequentanti considerati (dal terzo anno della primaria fino alle superiori). Nel 2010/2011, l'anno successivo alla legge, erano lo 0,9%.
| Ordine di scuola (a.s. 2022/2023) | Alunni con DSA | Quota sul totale |
|---|---|---|
| Primaria (classi III, IV e V) | 49.418 | 3,2% |
| Secondaria di primo grado | 112.210 | 6,7% |
| Secondaria di secondo grado | 192.941 | 7,1% |
| Totale | 354.569 | 6,0% |
In una classe di 25 alunni, il 6% corrisponde in media a uno o due alunni con DSA (nostra elaborazione). Strumenti compensativi e misure dispensative, quindi, non sono un'eccezione: fanno parte della vita ordinaria della scuola.
Il Piano Didattico Personalizzato
Le Linee guida prevedono che la scuola prepari, entro il primo trimestre, un documento che contenga almeno: gli strumenti compensativi utilizzati, le misure dispensative adottate, le attività didattiche individualizzate e personalizzate e le forme di verifica e valutazione personalizzate. Questo documento può prendere la forma del Piano Didattico Personalizzato (PDP).
Le Linee guida sottolineano che nella preparazione del documento è fondamentale il raccordo con la famiglia. La famiglia può comunicare alla scuola le proprie osservazioni, anche su esperienze fatte dal ragazzo fuori dalla scuola.
Cinque consigli per i genitori
Arrivate preparati all'incontro
Portate la diagnosi e le indicazioni degli specialisti. Annotate anche cosa avete osservato a casa: quando vostro figlio fa più fatica, cosa lo aiuta, quali strumenti usa già.
Pochi strumenti, ma usati davvero
Meglio due strumenti che il ragazzo sa usare bene che una lunga lista sulla carta. Chiedete come verranno introdotti e chi lo aiuterà a impararli.
Coinvolgete vostro figlio
Soprattutto con i ragazzi più grandi, è importante che possano dire la loro: alcuni si vergognano a usare strumenti diversi dai compagni. Parlarne apertamente aiuta.
Verificate nel tempo
Il PDP non è un documento da archiviare. La legge prevede un monitoraggio periodico: chiedete un momento di verifica durante l'anno per capire cosa funziona e cosa va cambiato.
Ricordate che le regole possono cambiare
Le norme scolastiche vengono aggiornate. Per i dettagli più recenti, il riferimento è sempre la scuola, con il suo referente DSA o per l'inclusione.
In pratica
- Uno strumento alla volta. Provatelo a casa con un testo facile, prima di usarlo per studiare.
- Una pagina per la scuola. Riassumete in un foglio cosa aiuta vostro figlio e cosa lo mette in difficoltà.
- Fissate subito la verifica. Alla firma del PDP, chiedete quando ci si rivedrà per controllare cosa funziona.
- Chiedete a lui. Quale strumento usa volentieri e quale lo mette a disagio davanti ai compagni?
Su uno degli strumenti più usati c'è sintesi vocale e comprensione; sul perché spesso le difficoltà sono più di una, DSA che si presentano insieme.
Il nostro ruolo a Bari
Al Centro Educativo Pugliautismo possiamo accompagnare ragazzi e famiglie nell'organizzazione dello studio e nell'imparare a usare gli strumenti compensativi indicati dalla scuola. Lo facciamo sempre in dialogo con insegnanti e specialisti. Non facciamo diagnosi.
Un invito
Se vivete a Bari o in provincia e volete un aiuto per orientarvi tra PDP e strumenti, contattateci per un colloquio conoscitivo: il primo colloquio è gratuito e si svolge nella nostra sede di Bari. Trovate tutto su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, art. 5. https://www.normattiva.it/eli/id/2010/10/18/010G0192/ORIGINAL
- Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (2011). Decreto ministeriale 12 luglio 2011, n. 5669, e allegate Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento. https://www.istruzione.it/esame_di_stato/Primo_Ciclo/normativa/allegati/prot5669_11.pdf ; https://www.mim.gov.it/documents/20182/198444/Linee+guida+per+il+diritto+allo+studio+degli+alunni+e+degli+studenti+con+disturbi+specifici+di+apprendimento/663faecd-cd6a-4fe0-84f8-6e716b45b37e
- Istituto Superiore di Sanità – Sistema Nazionale Linee Guida (2022). Linea Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento – Aggiornamento ed integrazioni. https://www.iss.it/-/snlg-disturbi-specifici-apprendimento
- Ministero dell'Istruzione e del Merito – Ufficio di Statistica (2024). I principali dati relativi agli alunni con DSA – aa.ss. 2021/2022 e 2022/2023. https://www.mim.gov.it/documents/20182/8938897/Focus_Alunni+con+DSA+aa.ss.202122_202223.pdf
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