Dislessia e autostima: un legame non scontato

Un girasole più alto degli altri si apre verso il cielo, sopra un campo di girasoli

Leggere ad alta voce in classe, prendere un voto basso nonostante l'impegno, sentirsi più lenti dei compagni: per molti ragazzi con dislessia la scuola può mettere alla prova la fiducia in se stessi. Ma la dislessia porta inevitabilmente a una bassa autostima? La ricerca suggerisce che la risposta non è scontata.

Cosa dice la ricerca

Nel 2008 uno studioso dell'Università di Exeter (Burden, 2008) ha pubblicato sulla rivista Dyslexia una revisione sulla ricerca dei vent'anni precedenti dedicata al rapporto tra dislessia e percezione di sé.

L'autore ha preso in esame diversi aspetti:

  • il concetto di sé, cioè l'idea che una persona ha di se stessa;
  • l'autostima, cioè quanto una persona si sente di valore;
  • l'autoefficacia, cioè la fiducia di poter riuscire in un compito;
  • il locus of control, cioè quanto una persona sente di avere il controllo su ciò che le succede.

Un quadro più complesso

La revisione mette in evidenza alcuni problemi nella ricerca:

  • alcuni dei concetti più usati sono difficili da misurare in modo preciso;
  • molti studi sono correlazionali: mostrano che due cose si presentano insieme, ma non permettono di dire quale sia la causa.

Per questo l'autore conclude che serve un approccio diverso per capire come i ragazzi con dislessia sviluppano un senso di identità positivo o negativo. Propone di usare, tra gli altri strumenti, la teoria dell'attribuzione, che studia come le persone spiegano a se stesse i propri successi e insuccessi.

Il messaggio, a nostro giudizio, è incoraggiante: la dislessia non porta automaticamente a sentirsi meno capaci. Contano molto il modo in cui il ragazzo interpreta le proprie difficoltà e il contesto in cui cresce.

Perché conta come si spiegano gli insuccessi

Immaginiamo due ragazzi che prendono lo stesso voto basso in un compito di lettura.

  • Il primo pensa: "Non sono capace, sono stupido".
  • Il secondo pensa: "Leggere per me richiede più tempo; con gli strumenti giusti posso fare meglio".

La difficoltà è la stessa, ma il modo di spiegarla è molto diverso. Il secondo modo protegge la fiducia in se stessi e lascia spazio al miglioramento. Qui genitori e insegnanti possono fare molto.

Cosa possono fare genitori e insegnanti

Le indicazioni che seguono sono attenzioni educative generali, non derivano direttamente dalla revisione.

  • Spiegare la dislessia con parole semplici. Sapere che è un modo diverso di funzionare, e non una questione di intelligenza o di impegno, aiuta il ragazzo a capirsi.
  • Separare la persona dalla prestazione. Un voto riguarda un compito, non il valore di chi lo ha svolto.
  • Valorizzare l'impegno e le strategie, non solo il risultato.
  • Dare spazio ai punti di forza. Sport, musica, disegno, costruzioni, racconti orali: ogni ragazzo ha qualcosa in cui si sente bravo.
  • Usare gli strumenti compensativi senza vergogna. Sono un diritto previsto dalla Legge 170/2010, non un "aiuto per chi non ce la fa".
  • Evitare il confronto con i compagni o con i fratelli.
  • Chiedere al ragazzo come si sente. A volte basta ascoltare.
  • Collaborare con la scuola, perché anche in classe il ragazzo trovi lo stesso messaggio.

Quando chiedere un parere

Se notate che vostro figlio è spesso triste, si svaluta, evita la scuola o si chiude in se stesso, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile.

Costruire fiducia, giorno dopo giorno

La fiducia in se stessi non nasce da un giorno all'altro. Si costruisce con piccole esperienze di successo, con adulti che credono nelle possibilità del ragazzo e con un ambiente che riconosce il suo modo di imparare.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi su come sostenere vostro figlio nello studio e nella fiducia in se stesso, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

Foto: Justin Casey (https://unsplash.com/@justcasey76) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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