Discalculia, quando i numeri fanno fatica

Un pallottoliere di legno con le palline colorate, accanto a una pianta.

Si parla molto di dislessia, molto meno di discalculia. Eppure anche i numeri possono essere una fonte di grande fatica. Ci sono bambini che continuano a contare sulle dita quando i compagni hanno smesso, che non capiscono a colpo d'occhio se un gruppo di oggetti è più grande di un altro, che dimenticano i risultati più semplici da un giorno all'altro.

In questo articolo vediamo cosa dice la ricerca sulla discalculia e come accompagnare i bambini con serenità.

Che cos'è la discalculia

La discalculia è uno dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), insieme a dislessia, disortografia e disgrafia. Riguarda le abilità di numero e di calcolo, in bambini che non hanno altre difficoltà che la spieghino.

In Italia il riferimento per la diagnosi e la gestione dei DSA è la Linea guida dell'Istituto Superiore di Sanità, aggiornata nel 2022. La diagnosi spetta agli specialisti, dopo una valutazione accurata.

Il "senso del numero"

Un articolo di sintesi pubblicato sulla rivista Science da tre studiosi (Butterworth, Varma e Laurillard, 2011) propone una lettura della discalculia basata sulle neuroscienze cognitive e dello sviluppo.

Secondo gli autori, alla base della discalculia ci sarebbe una difficoltà centrale nel capire gli insiemi e la loro numerosità, cioè quanti elementi contengono. È un'abilità di base, su cui si appoggia tutta la matematica della scuola primaria. Capire che tre caramelle sono "di più" di due, che il numero 5 indica una quantità precisa, che aggiungere un oggetto cambia il totale: tutto parte da qui.

Gli autori ricordano che gli studi di neuroimmagine su adulti e bambini hanno esplorato le basi cerebrali dell'elaborazione delle quantità e hanno individuato alcune differenze nelle persone con discalculia.

Cosa può aiutare

Secondo gli autori, nuovi interventi educativi pensati per rafforzare la comprensione delle quantità, compresi programmi al computer che si adattano al livello del bambino, sono promettenti per un insegnamento basato sulle prove.

Il messaggio, in parole semplici, è questo: prima di insistere sulla memorizzazione di procedure, conviene lavorare su che cosa significano i numeri. Un bambino che capisce davvero le quantità ha una base più solida su cui costruire il calcolo.

Va ricordato che si tratta di un articolo di sintesi del 2011, che descrive una direzione di ricerca. Gli studi su questo tipo di interventi sono proseguiti negli anni successivi.

Idee per la vita di ogni giorno

La matematica è ovunque nella vita quotidiana. Ecco alcune attività semplici, da proporre come gioco e non come compito:

  • Contare cose vere. Le forchette da mettere in tavola, le scale da salire, i bottoni della giacca.
  • Confrontare quantità. «Chi ha più ciliegie nel piatto?» «Quante ne mancano per averne lo stesso numero?»
  • Giochi da tavolo con dado e percorso. Spostare la pedina contando le caselle aiuta a collegare numeri e quantità.
  • Riconoscere a colpo d'occhio. Le facce del dado, le dita della mano, piccoli gruppi di oggetti.
  • Fare la spesa insieme. Contare le mele, confrontare i prezzi, pagare con monete e banconote.
  • Cucinare. Dosi, misure, tempi: la cucina è un piccolo laboratorio di matematica.
  • Usare oggetti concreti. Mattoncini, perline, cannucce: toccare e spostare aiuta a vedere le quantità.

A scuola

Per gli alunni con diagnosi di DSA, la normativa italiana prevede un Piano Didattico Personalizzato (PDP), con strumenti compensativi e misure dispensative. Per la discalculia possono essere utili, ad esempio, la tavola pitagorica, la calcolatrice o tabelle con formule, secondo le indicazioni concordate con la scuola.

Altrettanto importante è il clima. La matematica è una materia in cui molti bambini provano ansia. Valorizzare i progressi e accogliere gli errori come parte dell'apprendimento aiuta a non trasformare la fatica in paura.

Quando chiedere una valutazione

Se notate difficoltà persistenti con i numeri, nonostante l'impegno e il sostegno della scuola, parlatene con gli insegnanti e con il pediatra, che potrà indirizzarvi al neuropsichiatra infantile per una valutazione.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi su come rendere i numeri un gioco quotidiano, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

Foto: Kati Hoehl (https://unsplash.com/@helenatheactress) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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