Per molti studenti con dislessia, leggere un capitolo di storia o un problema di matematica richiede uno sforzo enorme. Tutta l'energia va nel decifrare le parole, e ne resta poca per capire il significato. La sintesi vocale, cioè un programma che legge il testo ad alta voce, è uno degli strumenti compensativi più usati. Ma cosa sappiamo della sua efficacia sulla comprensione?
Cos'è la sintesi vocale
La sintesi vocale trasforma un testo scritto in voce. Lo studente può ascoltare il testo mentre lo segue con gli occhi. Si trova in molti programmi di videoscrittura, nei lettori di libri digitali, sui computer, sui tablet e sugli smartphone.
Le Linee guida ministeriali per i DSA la citano tra gli strumenti compensativi: trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo sugli strumenti compensativi e sulle misure dispensative.
Cosa dice la ricerca
Nel 2018 un gruppo di ricercatori (Wood e colleghi, 2018) ha pubblicato sul Journal of Learning Disabilities una meta-analisi sugli effetti della sintesi vocale e di strumenti simili di lettura ad alta voce sulla comprensione del testo, in studenti con difficoltà di lettura.
I risultati principali:
- l'effetto medio sulla comprensione è risultato positivo, di entità piccola-moderata;
- il disegno degli studi spiegava una parte delle differenze tra i risultati;
- secondo gli autori, questi strumenti possono aiutare la comprensione del testo, ma servono altri studi per capire in quali condizioni funzionano meglio.
Come leggere questi risultati
A nostro giudizio, il messaggio è incoraggiante ma equilibrato. La sintesi vocale non è una bacchetta magica: è uno strumento che può aiutare molti studenti, ma non tutti nello stesso modo e non in tutte le situazioni.
È anche importante ricordare cosa la sintesi vocale fa e cosa non fa:
- fa: toglie il peso della decodifica e libera energie per capire il contenuto;
- non fa: non insegna a leggere e non sostituisce l'apprendimento della lettura.
Come precisano le Linee guida, gli strumenti compensativi sollevano lo studente da una prestazione resa difficile dal disturbo, senza facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo.
Uno strumento da imparare
Una sintesi vocale installata ma mai provata serve a poco. A nostro giudizio, per usarla bene servono tempo e accompagnamento:
- scegliere una voce chiara e piacevole;
- regolare la velocità: né troppo lenta né troppo veloce;
- seguire il testo con gli occhi mentre si ascolta;
- imparare a fermarsi, tornare indietro, riascoltare un passaggio;
- abbinarla ad altre strategie, come sottolineare o fare una mappa di ciò che si è ascoltato.
Qualche idea per le famiglie
- Provatela insieme a casa, con testi piacevoli prima che con i libri di scuola.
- Chiedete alla scuola come viene usata in classe e durante le verifiche.
- Inseritela nel PDP, se è utile a vostro figlio.
- Ascoltate il parere di vostro figlio. Alcuni ragazzi si sentono a disagio a usare strumenti diversi dai compagni: parlarne apertamente aiuta.
- Usate i libri digitali e gli audiolibri anche per il piacere di leggere, non solo per studiare.
A scuola
Perché la sintesi vocale funzioni, la scuola può fare molto: fornire i testi in formato digitale, permetterne l'uso in classe e nelle verifiche, aiutare lo studente a usarla in modo autonomo. La collaborazione tra famiglia e insegnanti è decisiva.
Per dubbi sulle difficoltà di lettura di vostro figlio, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile.
Un invito
Se vivete a Bari o in provincia e volete un aiuto perché vostro figlio impari a usare la sintesi vocale e gli altri strumenti indicati dalla scuola, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Wood S. G., Moxley J. H., Tighe E. L., Wagner R. K. (2018). Does Use of Text-to-Speech and Related Read-Aloud Tools Improve Reading Comprehension for Students With Reading Disabilities? A Meta-Analysis. Journal of Learning Disabilities, 51(1), 73–84. https://doi.org/10.1177/0022219416688170
- Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (2011). Decreto ministeriale 12 luglio 2011, n. 5669, e allegate Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento. https://www.istruzione.it/esame_di_stato/Primo_Ciclo/normativa/allegati/prot5669_11.pdf ; https://www.mim.gov.it/documents/20182/198444/Linee+guida+per+il+diritto+allo+studio+degli+alunni+e+degli+studenti+con+disturbi+specifici+di+apprendimento/663faecd-cd6a-4fe0-84f8-6e716b45b37e
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