Videogiochi e attenzione, cosa dice davvero la ricerca

Due mani tengono un controller da videogioco nero con il cavo, su uno sfondo chiaro

Per molti genitori i videogiochi sono una fonte di preoccupazione: troppo tempo davanti allo schermo, discussioni per spegnere la console, il timore che "rovinino" la concentrazione. Allo stesso tempo, sentiamo dire che alcuni giochi potrebbero allenare il cervello. Dove sta la verità?

In questo articolo raccontiamo cosa dice una delle ricerche più ampie sul tema, con i suoi limiti, e qualche idea per un uso sereno dei videogiochi in famiglia.

Non tutti i videogiochi sono uguali

La prima cosa da sapere è che "videogiochi" è una parola che contiene mondi molto diversi: rompicapo, giochi di costruzione, simulazioni sportive, avventure, giochi d'azione. Gli studi scientifici, per essere seri, devono distinguere.

Una meta-analisi pubblicata nel 2018 su Psychological Bulletin (Bediou e colleghi, 2018), condotta da un gruppo che comprende l'Università di Ginevra, si è concentrata su un genere preciso: i giochi d'azione. Sono giochi veloci, in cui bisogna tenere d'occhio molte cose insieme, reagire rapidamente e spostare continuamente l'attenzione.

Cosa hanno trovato

Gli autori hanno riunito gli studi pubblicati tra il 2000 e il 2015 e li hanno divisi in due gruppi.

  • Studi di confronto. Chi gioca abitualmente ai giochi d'azione ottiene, in media, risultati migliori in diverse prove cognitive rispetto a chi non gioca. L'effetto medio era di circa mezza deviazione standard, una differenza moderata.
  • Studi di allenamento. Qui alcune persone venivano assegnate a giocare per un certo periodo a un gioco d'azione, altre a un gioco di genere diverso. L'effetto medio era più piccolo, circa un terzo di deviazione standard.

Il secondo tipo di studio è più importante, perché permette di capire se è il gioco a produrre il cambiamento. Secondo gli autori, gli effetti più solidi riguardano due aree:

  • l'attenzione guidata dagli obiettivi, cioè la capacità di concentrarsi su ciò che conta e ignorare il resto;
  • la cognizione spaziale, cioè la capacità di orientarsi e immaginare oggetti nello spazio.

I limiti da conoscere

Gli stessi autori segnalano un problema importante: la distorsione da pubblicazione. Gli studi con risultati positivi vengono pubblicati più facilmente. Secondo le loro stime, gli effetti nella letteratura pubblicata sono circa del 30% più grandi di quelli reali. Per questo chiedono studi più ampi.

Ci sono anche altri limiti da tenere presenti:

  • a nostro giudizio, prima di trarre conclusioni sui bambini servono studi pensati specificamente per loro;
  • molti giochi d'azione hanno contenuti non adatti ai bambini;
  • migliorare in una prova di laboratorio non significa automaticamente migliorare a scuola o nella vita quotidiana.

In sintesi: la ricerca suggerisce che alcuni videogiochi possono allenare certe abilità di attenzione. Non dice che i videogiochi siano un "allenamento" consigliato per i bambini, né che possano sostituire altre attività.

E per i bambini neurodivergenti?

Molti bambini con ADHD o autistici sono attratti dai videogiochi e possono restarci concentrati a lungo. Questo non è necessariamente un problema: un gioco ben progettato offre obiettivi chiari, risposte immediate e un livello di difficoltà che cresce gradualmente. Sono caratteristiche che aiutano tutti a restare coinvolti.

Il punto è l'equilibrio: il gioco non deve togliere spazio al sonno, al movimento, alle relazioni e al gioco libero.

Idee per la famiglia

  • Scegliete insieme i giochi, controllando la classificazione per età indicata sulla confezione o nel negozio digitale.
  • Giocate qualche volta con lui. Fatevi spiegare le regole: è un'occasione di dialogo e di relazione.
  • Concordate in anticipo i tempi, magari con un timer visivo, e preparate il momento di spegnere con un avviso qualche minuto prima.
  • Preferite giochi che si fanno insieme, in cui si collabora o si costruisce qualcosa.
  • Tenete gli schermi lontani dall'ora di dormire.
  • Osservate come sta dopo aver giocato. Se è spesso molto agitato o nervoso, può essere utile cambiare tipo di gioco o tempi.

Quando chiedere un parere

Se il tempo passato ai videogiochi diventa difficile da gestire, se toglie spazio al sonno, alla scuola o alle amicizie, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi su come usare la tecnologia in famiglia, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

  • Bediou B., Adams D. M., Mayer R. E., Tipton E., Green C. S., Bavelier D. (2018). Meta-analysis of action video game impact on perceptual, attentional, and cognitive skills. Psychological Bulletin, 144(1), 77–110. https://doi.org/10.1037/bul0000130

Foto: Vitalii Abakumov (https://unsplash.com/@scoutori) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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