Crisi autistica, cosa fare quando succede? È una delle domande che i genitori ci fanno più spesso, a Bari e in tutta la provincia. Che tu la chiami crisi di rabbia, crisi da sovraccarico o meltdown, la risposta breve è: abbassare il carico, restare vicini senza invadere, aspettare. In questo articolo trovi come farlo prima, durante e dopo, con quattro brevi animazioni disegnate dalla nostra redazione.
In breve
- Una crisi da sovraccarico (in inglese meltdown) non è una scelta: è un sistema nervoso che ha ricevuto «troppo».
- Prima: impara i segnali precoci del tuo bambino e fai una pausa appena li vedi.
- Durante: distanza sicura, avvicinati di lato, abbassati al suo livello, voce bassa e poche parole.
- Togli stimoli (luci, rumore, persone) e sposta gli oggetti che possono fare male.
- Offri l'angolo calmo, senza obbligare, e aspetta.
- Dopo: prima la vicinanza, poi, molto più tardi, le parole. Annota che cosa è successo.
Crisi autistica o capriccio: qual è la differenza?
Da fuori possono sembrare simili: pianto, urla, il corpo che si agita. Dentro sono due esperienze diverse, e nessuna delle due dice qualcosa di «sbagliato» su tuo figlio.
| Crisi da sovraccarico (meltdown) | Capriccio o protesta | |
|---|---|---|
| Che cosa la scatena | Troppi stimoli, stanchezza, imprevisti, emozioni che si accumulano | Un desiderio o un «no» preciso |
| Controllo | Il bambino non riesce a fermarsi, anche se vorrebbe | Il bambino può cambiare strada se cambia la situazione |
| Pubblico | Continua anche se nessuno guarda, a volte peggiora se ci sono persone | Spesso cerca uno sguardo o una risposta |
| Come finisce | Si spegne piano, quando il carico scende; poi spesso arriva una grande stanchezza | Finisce quando ottiene, accetta o si distrae |
| Che cosa aiuta | Meno stimoli, sicurezza, tempo | Regole chiare dette con calma, alternative |
Gli adulti autistici lo descrivono così: in uno studio con 32 adulti autistici (Lewis e Stevens, 2023), la maggior parte ha raccontato di sentirsi sommersi da informazioni, sensazioni e stress sociale ed emotivo, con emozioni estreme e difficoltà a pensare e ricordare durante la crisi. Molti dicevano di provare a mantenere il controllo e di non sentirsi «se stessi».
Perché succede? Emozioni intense e sensi sovraccarichi
Le emozioni molto intense sono più frequenti nell'autismo. Uno studio su oltre 2.000 ragazzi, con un questionario compilato dai genitori, ha trovato un'emotività molto reattiva in più di un ragazzo autistico su due (53,2%), contro il 13,6% del campione generale.

Grafico 1. Percentuale di ragazzi sopra la soglia clinica per reattività emotiva e disforia, campione generale e campione autistico di comunità. Fonte: Conner e altri (2021), risultati e Fig. 2.
Le ricerche indicano alcuni ingredienti: un sistema nervoso già molto attivato, sensi che reagiscono più forte a rumori e luci, la fatica davanti agli imprevisti e la rigidità di pensiero (Mazefsky e altri, 2013). Iper-reattività sensoriale e ansia spesso viaggiano insieme (Green e Ben-Sasson, 2010): ne abbiamo parlato nell'articolo su autismo e ansia e in quello sulla sensorialità nell'autismo.
Come riconoscere i segnali precoci?

Animazione 1. Prima: il carico sale con luci, rumori e persone; compaiono i segnali precoci. Animazione illustrativa creata dalla redazione.
Le crisi raramente arrivano dal nulla: anche i genitori intervistati da Montaque e altri (2018) le descrivono come un processo che sale per gradi e che, con il tempo, impari a prevedere. I segnali cambiano da bambino a bambino. I più comuni:
- mani sulle orecchie o sugli occhi;
- movimenti che aumentano: dondolarsi, saltare, camminare avanti e indietro;
- parla meno, oppure ripete le stesse frasi;
- cerca una via d'uscita, si nasconde, si irrigidisce.
Osservali nei giorni tranquilli e scrivili. Quando ne vedi uno, è il momento di una pausa prima del troppo: uscire dal supermercato, spegnere la TV, andare nell'angolo calmo. Anche routine quotidiane prevedibili riducono gli imprevisti che caricano la giornata.
Cosa fare durante la crisi autistica?

Animazione 2. Durante: l'adulto si ferma a distanza sicura, arriva di lato, si abbassa al livello del bambino e parla con voce bassa. Animazione illustrativa creata dalla redazione.
Durante una crisi il cervello è in «allarme»: le parole arrivano male e ogni stimolo in più pesa. L'idea di fondo è quella dell'approccio a bassa attivazione descritto da McDonnell e altri (2015): ridurre ciò che agita, non aggiungere richieste.
- Distanza sicura. Resta vicino, ma fuori dalla portata di braccia e gambe che si agitano.
- Di lato, non di fronte. Una persona che arriva di fronte, che si sporge dall'alto, può sembrare una minaccia.
- Al suo livello. Abbassati, siediti o inginocchiati: occupi meno spazio e sembri meno grande.
- Voce bassa e poche parole. «Sono qui.» «Sei al sicuro.» Niente domande a raffica, niente spiegazioni. Un ragazzo autistico intervistato da Phung e altri (2021), alla domanda su che cosa dire durante una crisi, ha risposto: «La cosa giusta da dire sarebbe niente, e lasciarmi parlare».
- Niente contatto non richiesto. Alcuni bambini cercano un abbraccio, altri non sopportano di essere toccati: decidilo con lui nei momenti tranquilli e rispetta quello che ti ha mostrato.
Intervieni fisicamente solo se c'è un pericolo immediato (una strada, una finestra, un oggetto che può ferire), per allontanarlo da quel pericolo, nel modo più breve e delicato possibile. Poi torna subito alla distanza sicura.
Come ridurre gli stimoli e usare l'angolo calmo?

Animazione 3. Durante: luce bassa, radio spenta, meno persone intorno, oggetti fragili messi in alto; il bambino raggiunge l'angolo calmo e l'adulto aspetta a distanza. Animazione illustrativa creata dalla redazione.
- Togli stimoli: abbassa le luci, spegni TV e radio, chiedi gentilmente alle altre persone di allontanarsi. Gli adulti autistici citano proprio il carico sensoriale continuo, gli spazi affollati e la mancanza di un posto dove recuperare tra le cose che rendono un ambiente difficile (MacLennan e altri, 2023).
- Sposta gli oggetti pericolosi: vetro, oggetti appuntiti o pesanti, spigoli. È più semplice spostare le cose che spostare il bambino.
- Offri l'angolo calmo, senza obbligare. Un posto morbido, poco illuminato, sempre uguale, che il bambino conosce già. Trovi come prepararlo nell'articolo sulla cameretta calma e prevedibile.
- Aspetta. Il tempo lo decide il suo sistema nervoso, non l'orologio. Resta presente, a distanza, finché il corpo si scioglie.
Se le crisi portano a farsi male o a far male, o se diventano più frequenti o più forti, parlane con il pediatra o con lo specialista di fiducia. Non è un fallimento: comportamenti autolesivi sono riportati in circa 4 persone autistiche su 10 (42%) in una meta-analisi di 37 studi (Steenfeldt-Kristensen e altri, 2020), ed è giusto non affrontarli da soli.
E dopo la crisi, come vi ritrovate?

Animazione 4. Dopo: adulto e bambino seduti vicini, un bicchiere d'acqua offerto, la predica rimandata e un diario dei segnali. Animazione illustrativa creata dalla redazione.
Dopo una crisi il bambino è spesso stanchissimo, a volte dispiaciuto o spaventato. Non è il momento della lezione.
- Prima la riconnessione: un po' d'acqua, una coperta, il suo gioco preferito, il silenzio insieme.
- Niente prediche adesso. «Perché l'hai fatto?» è una domanda a cui spesso nemmeno lui sa rispondere. Se servono, le parole arriveranno più tardi, con calma, magari con un disegno.
- Pensa anche a te. I genitori intervistati da Montaque e altri (2018) raccontano ansia, impotenza e la sensazione di essere giudicati dagli altri: è normale, e chiedere aiuto è un gesto di forza.
- Il diario dei segnali. Quando? Dove? Che cosa c'era prima? Quale segnale hai visto? Che cosa ha aiutato? Dopo qualche settimana vedrai uno schema, e la volta successiva quel segnale diventerà il momento della pausa.
Con il tempo si possono allenare, nei momenti tranquilli e con approcci naturalistici dentro il gioco e la vita di tutti i giorni, piccole strategie per riconoscere e regolare le emozioni: Samson e altri (2015) hanno osservato che i ragazzi autistici usano meno spontaneamente la «rilettura» di una situazione, ma ne traggono beneficio quando riescono a usarla.
Che cosa dicono gli studi
| Studio | Chi | I numeri | Che cosa ci dice |
|---|---|---|---|
| Lewis e Stevens, 2023 | Adulti autistici raccontano le loro crisi | 32 partecipanti | Sovraccarico di informazioni, sensi e stress; difficoltà a pensare durante la crisi |
| Phung e altri, 2021 | Bambini e ragazzi autistici, interviste | 8 partecipanti | Le crisi sono l'esperienza più comune; servono adulti di fiducia, compassione, collaborazione |
| Conner e altri, 2021 | Questionari dei genitori | 1.000 ragazzi del campione generale, 1.169 autistici | Reattività emotiva sopra soglia: 53,2% contro 13,6% |
| Montaque e altri, 2018 | Genitori, interviste | 6 genitori | Le crisi salgono per gradi e si possono prevedere |
| MacLennan e altri, 2023 | Adulti autistici, gruppi di discussione | 24 partecipanti | Carico sensoriale, folla, imprevedibilità e mancanza di uno spazio per recuperare |
| McDonnell e altri, 2015 | Revisione sull'attivazione fisiologica | Articolo di revisione | Ridurre l'attivazione come strategia generale |
| Steenfeldt-Kristensen e altri, 2020 | Comportamenti autolesivi, meta-analisi | 37 studi, 14.379 partecipanti; 42% | Un tema da affrontare con lo specialista |
Domande frequenti sulla crisi autistica
Che cos'è un meltdown nell'autismo? È una crisi da sovraccarico: quando stimoli, stanchezza ed emozioni superano ciò che il sistema nervoso riesce a gestire, il bambino perde temporaneamente il controllo. Non è una scelta e non è un capriccio.
Quanto dura una crisi autistica? Dipende dal bambino e da quanto resta alto il carico intorno a lui. Ridurre gli stimoli e non aggiungere richieste di solito aiuta a farla scendere prima.
Devo parlargli durante la crisi? Poco. Una frase breve e sempre uguale, con voce bassa («Sono qui»), è meglio di spiegazioni o domande.
Posso abbracciarlo o tenerlo fermo? Un abbraccio solo se è lui a cercarlo e se sai che lo aiuta. Il contatto fisico per bloccarlo non è una strategia da usare a casa: si interviene fisicamente solo per allontanarlo da un pericolo immediato, nel modo più breve e delicato possibile.
Che cosa faccio se succede al supermercato o per strada? Portalo, se possibile, verso un posto più tranquillo e meno affollato, abbassa la tua voce, ignora gli sguardi degli altri. Tu sai che cosa sta succedendo: è questo che conta.
Come posso prevenire le crisi? Non tutte si possono evitare, ma molte si possono anticipare: riconosci i segnali precoci, rendi la giornata prevedibile, prepara un angolo calmo e fai pause prima del «troppo».
Ti serve una mano?
Se vivi a Bari o in provincia e vuoi costruire un piano su misura per il tuo bambino, il nostro centro autismo a Bari ti aspetta. Pugliautismo è un centro educativo: lavoriamo con approcci naturalistici, insieme alla famiglia, nella vita di tutti i giorni. Il primo colloquio è gratuito e si svolge in sede, a Bari, in Viale della Repubblica 116. Trovi tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Lewis L. F., Stevens K. (2023). The lived experience of meltdowns for autistic adults. Autism, 27(6), 1817-1825. PMID 36632658. https://doi.org/10.1177/13623613221145783
- Phung J., Penner M., Pirlot C., Welch C. (2021). What I Wish You Knew: Insights on Burnout, Inertia, Meltdown, and Shutdown From Autistic Youth. Frontiers in Psychology, 12, 741421. PMID 34803822. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2021.741421
- Conner C. M., Golt J., Shaffer R., Righi G., Siegel M., Mazefsky C. A. (2021). Emotion Dysregulation is Substantially Elevated in Autism Compared to the General Population: Impact on Psychiatric Services. Autism Research, 14(1), 169-181. PMID 33815651. https://doi.org/10.1002/aur.2450
- Mazefsky C. A., Herrington J., Siegel M., Scarpa A., Maddox B. B., Scahill L., White S. W. (2013). The role of emotion regulation in autism spectrum disorder. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 52(7), 679-688. PMID 23800481. https://doi.org/10.1016/j.jaac.2013.05.006
- Green S. A., Ben-Sasson A. (2010). Anxiety disorders and sensory over-responsivity in children with autism spectrum disorders: is there a causal relationship? Journal of Autism and Developmental Disorders, 40(12), 1495-1504. PMID 20383658. https://doi.org/10.1007/s10803-010-1007-x
- Montaque I., Dallos R., McKenzie B. (2018). "It feels like something difficult is coming back to haunt me": An exploration of 'meltdowns' associated with autistic spectrum disorder from a parental perspective. Clinical Child Psychology and Psychiatry, 23(1), 125-139. PMID 28929805. https://doi.org/10.1177/1359104517730114
- McDonnell A., McCreadie M., Mills R., Deveau R., Anker R., Hayden J. (2015). The role of physiological arousal in the management of challenging behaviours in individuals with autistic spectrum disorders. Research in Developmental Disabilities, 36C, 311-322. PMID 25462491. https://doi.org/10.1016/j.ridd.2014.09.012
- MacLennan K., Woolley C., Andsensory E., Heasman B., Starns J., George B., Manning C. (2023). "It Is a Big Spider Web of Things": Sensory Experiences of Autistic Adults in Public Spaces. Autism in Adulthood, 5(4), 411-422. PMID 38116051. https://doi.org/10.1089/aut.2022.0024
- Steenfeldt-Kristensen C., Jones C. A., Richards C. (2020). The Prevalence of Self-injurious Behaviour in Autism: A Meta-analytic Study. Journal of Autism and Developmental Disorders, 50(11), 3857-3873. PMID 32297123. https://doi.org/10.1007/s10803-020-04443-1
- Samson A. C., Hardan A. Y., Podell R. W., Phillips J. M., Gross J. J. (2015). Emotion regulation in children and adolescents with autism spectrum disorder. Autism Research, 8(1), 9-18. PMID 24863869. https://doi.org/10.1002/aur.1387
Foto: Immagine illustrativa creata dalla redazione di Pugliautismo



