Autismo e ansia: un legame frequente da conoscere

Un angolo tranquillo sotto il tetto, con cuscini morbidi e una coperta dai colori tenui

Molti genitori di bambini autistici conoscono bene alcune situazioni: la tensione prima di una gita, la paura intensa di un rumore, la difficoltà a separarsi la mattina, le domande ripetute su cosa succederà dopo. Spesso dietro questi momenti c'è l'ansia. La ricerca mostra che è un aspetto molto frequente nell'autismo, e riconoscerlo può fare una grande differenza.

Cosa dice la ricerca

Nel 2011 un gruppo di ricercatori (van Steensel, Bögels e Perrin, 2011) ha pubblicato una meta-analisi sulla presenza dei disturbi d'ansia nei bambini e nei ragazzi autistici. Gli autori hanno riunito 31 studi, per un totale di oltre 2.100 giovani autistici, in cui l'ansia era stata valutata con questionari standardizzati o interviste diagnostiche.

I risultati principali:

  • circa il 40% dei bambini e ragazzi autistici aveva almeno un disturbo d'ansia;
  • il più frequente era la fobia specifica, cioè una paura intensa legata a qualcosa di preciso (circa il 30%);
  • seguivano il disturbo ossessivo-compulsivo (circa il 17%) e l'ansia sociale (circa il 17%).

Gli autori hanno trovato anche che la frequenza dei diversi disturbi variava in base ad alcune caratteristiche dei ragazzi e al metodo di valutazione, per esempio se si usava un questionario o un'intervista.

Perché è importante riconoscerla

L'ansia, nei bambini autistici, non sempre si presenta come ce l'aspettiamo. A volte si confonde con altre caratteristiche dell'autismo, come il bisogno di prevedibilità o la sensibilità ai rumori. Per questo può passare inosservata.

Riconoscerla è importante perché l'ansia può:

  • rendere più faticose la scuola e le attività quotidiane;
  • ridurre la voglia di esplorare e di stare con gli altri;
  • influire sul sonno e sull'umore;
  • far sentire il bambino in allarme anche in situazioni che per altri sono tranquille.

Qualche segnale da osservare

Ogni bambino è diverso, e nessun elenco sostituisce una valutazione specialistica. Alcuni segnali possono però far pensare all'ansia:

  • paure molto intense e difficili da calmare;
  • forte disagio davanti ai cambiamenti, anche piccoli;
  • domande ripetute e bisogno continuo di rassicurazioni;
  • mal di pancia o mal di testa frequenti prima di certe situazioni;
  • evitamento di luoghi, persone o attività;
  • difficoltà ad addormentarsi.

Se notate alcuni di questi aspetti, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile: potranno valutare la situazione e indicarvi il percorso più adatto.

Cosa possono fare genitori e insegnanti

Le indicazioni che seguono sono attenzioni educative generali, non derivano dalla meta-analisi.

  • Rendere prevedibile la giornata. Un calendario visivo, con immagini o parole, aiuta a sapere cosa succederà.
  • Anticipare i cambiamenti. Raccontare prima una gita, una visita, un nuovo insegnante. Se possibile, visitare prima i luoghi nuovi.
  • Dare un nome alla paura. Aiutare il bambino a riconoscere cosa prova, con parole semplici o con immagini.
  • Prevedere un luogo tranquillo dove ritirarsi quando le emozioni diventano troppo forti.
  • Rispettare i tempi del bambino. Non forzarlo davanti a ciò che lo spaventa: se serve un percorso specifico per affrontare le paure, sono gli specialisti a indicarlo.
  • Curare l'ambiente sensoriale. Rumori, luci e affollamento possono aumentare la tensione.
  • Restare calmi e accoglienti. Un adulto sereno è un punto di riferimento prezioso.

I limiti della meta-analisi

Gli studi inclusi usavano strumenti diversi e, come notano gli autori, i risultati cambiavano anche in base al metodo di valutazione. Inoltre, alcune caratteristiche dell'autismo possono somigliare ai segnali d'ansia, e distinguerle non è sempre semplice. Per questo i numeri vanno letti come un'indicazione generale, non come una previsione per il singolo bambino.

Un lavoro di squadra

L'ansia si affronta meglio insieme: famiglia, scuola e specialisti possono condividere osservazioni e strategie, così che il bambino trovi le stesse attenzioni nei diversi luoghi della sua giornata.

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Fonti

  • van Steensel F. J. A., Bögels S. M., Perrin S. (2011). Anxiety Disorders in Children and Adolescents with Autistic Spectrum Disorders: A Meta-Analysis. Clinical Child and Family Psychology Review, 14(3), 302–317. https://doi.org/10.1007/s10567-011-0097-0

Foto: Alex Tyson (https://unsplash.com/@alextyson195) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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