La doppia empatia: quando la comunicazione è difficile da entrambe le parti

Due mani si tendono l'una verso l'altra fino a sfiorarsi, su un cielo chiaro

Capita spesso che una conversazione tra una persona autistica e una non autistica si inceppi: una domanda presa alla lettera, una battuta non colta, un silenzio frainteso. Per molto tempo queste difficoltà sono state descritte come un problema che riguarda solo la persona autistica. Negli ultimi anni, però, una proposta teorica ha cambiato la prospettiva: si chiama doppia empatia.

Da dove nasce l'idea

Nel 2012 lo studioso Damian Milton ha pubblicato sulla rivista Disability & Society un breve contributo intitolato "On the ontological status of autism: the 'double empathy problem'" (Milton, 2012).

L'idea centrale è semplice. Quando due persone percepiscono e vivono il mondo in modi molto diversi, la comprensione reciproca diventa difficile per entrambe. Non è solo la persona autistica a non capire quella non autistica: vale anche il contrario. Milton propone quindi di leggere molte difficoltà di comunicazione come una questione di reciprocità, cioè di relazione tra due persone, e non come una mancanza di una sola delle due.

Cosa dicono gli esperimenti

Un'idea teorica, per quanto convincente, ha bisogno di essere verificata. Nel 2020 un gruppo di ricercatori guidato da Catherine Crompton (Crompton e colleghi, 2020) ha pubblicato sulla rivista Autism uno studio pensato proprio per questo.

I ricercatori hanno formato nove gruppi di otto adulti:

  • tre gruppi composti solo da persone autistiche;
  • tre gruppi composti solo da persone non autistiche;
  • tre gruppi misti, con metà persone autistiche e metà non autistiche.

In ogni gruppo, la prima persona ascoltava una storia e la raccontava alla seconda, che la raccontava alla terza, e così via, come nel gioco del "telefono senza fili". Alla fine i ricercatori hanno contato quanti dettagli della storia erano arrivati a ogni passaggio.

I risultati:

  • nei gruppi di sole persone autistiche, la storia veniva trasmessa bene quanto nei gruppi di sole persone non autistiche;
  • nei gruppi misti, invece, i dettagli si perdevano molto più rapidamente;
  • nei gruppi misti anche la sensazione di intesa con l'altra persona era più bassa.

Secondo gli autori, questi dati mettono in discussione l'idea che le persone autistiche non abbiano le capacità per comunicare con efficacia. Le difficoltà emergono soprattutto nell'incontro tra modi diversi di comunicare.

I limiti da conoscere

Lo studio ha coinvolto 72 adulti e un solo tipo di compito, cioè ricordare e raccontare una storia. Non dice come si svolgono le conversazioni nella vita di tutti i giorni, né riguarda direttamente i bambini. A nostro giudizio, offre però una chiave di lettura utile, che merita altre ricerche.

Cosa può cambiare per le famiglie

Se la comunicazione è una strada a doppio senso, anche gli adulti non autistici possono fare la loro parte. Qualche idea:

  • Chiedersi "come comunica lui?" invece di "cosa gli manca?". Osservare i suoi modi di esprimersi aiuta a incontrarsi a metà strada.
  • Essere chiari e diretti. Frasi esplicite, senza troppi sottintesi, riducono i malintesi.
  • Dare tempo. Alcune persone autistiche hanno bisogno di più tempo per rispondere. Il silenzio non è sempre disinteresse.
  • Non forzare lo sguardo negli occhi. Per molti non è il modo più comodo per ascoltare.
  • Valorizzare le amicizie tra pari autistici, se il bambino o il ragazzo le cerca: secondo lo studio, la comunicazione tra persone autistiche può funzionare molto bene.
  • Spiegare a compagni e insegnanti che le differenze di comunicazione non sono maleducazione.

Uno sguardo più equo

A nostro giudizio, il valore più grande della doppia empatia è che sposta il peso: non è solo il bambino autistico a doversi adattare al mondo, ma anche il mondo può imparare a capirlo. È un cambio di prospettiva che fa bene alle relazioni, a casa e a scuola.

Se avete dubbi sulla comunicazione di vostro figlio, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi su come favorire la comunicazione in famiglia, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

Foto: brooklyn (https://unsplash.com/@brooklyngrace) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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