Capita a tutti: una cosa che la sera sembrava confusa, al mattino è più chiara. Non è solo un'impressione. Da molti anni le neuroscienze studiano che cosa succede nel cervello mentre dormiamo, e una delle risposte più solide è questa: il sonno aiuta la memoria.
In questo articolo raccontiamo cosa dicono gli studi, compreso uno svolto con bambini della scuola dell'infanzia, e qualche idea per la vita di famiglia.
Il cervello lavora anche di notte
Una rassegna molto citata, pubblicata su Nature Reviews Neuroscience da due ricercatori dell'Università di Lubecca (Diekelmann e Born, 2010), riassume decenni di studi sul rapporto tra sonno e memoria.
Secondo gli autori, il sonno è uno stato che favorisce il consolidamento delle informazioni appena apprese, cioè il passaggio da ricordi fragili a ricordi più stabili. Questo effetto dipende dalle condizioni in cui si è imparato e dal momento in cui si dorme.
Il consolidamento durante il sonno non rende solo i ricordi più stabili: può anche trasformarli, aiutando a riorganizzare le informazioni.
Le fasi del sonno
Il sonno non è tutto uguale. Si alternano fasi diverse, con un'attività cerebrale diversa. La rassegna descrive in particolare:
- il sonno a onde lente, la fase più profonda. In questa fase, secondo gli autori, alcuni ritmi del cervello si coordinano per "riattivare" i ricordi del giorno e trasferirli dall'ippocampo, una struttura importante per i nuovi ricordi, verso altre aree della corteccia;
- il sonno REM, la fase in cui si sogna di più. Qui, sempre secondo la rassegna, alcuni processi potrebbero favorire il rafforzamento delle connessioni tra neuroni nella corteccia.
Sono meccanismi complessi e ancora in parte da chiarire. Il messaggio di fondo, però, è semplice: dormire è parte dell'apprendimento.
E nei bambini piccoli?
Un gruppo di ricercatori dell'Università del Massachusetts (Kurdziel, Duclos e Spencer, 2013) ha studiato il sonnellino pomeridiano in bambini della scuola dell'infanzia.
I ricercatori hanno confrontato quanto i bambini ricordavano di ciò che avevano imparato al mattino dopo un sonnellino in classe e dopo un periodo equivalente trascorso svegli. Ecco cosa hanno trovato:
- dopo il sonnellino i bambini ricordavano meglio ciò che avevano imparato al mattino;
- il beneficio era maggiore per i bambini abituati a fare il sonnellino;
- quando il sonnellino veniva saltato, la perdita non si recuperava con il sonno della notte successiva.
Gli autori concludono che, nella prima infanzia, un sonno distribuito nella giornata potrebbe essere importante per l'apprendimento.
Come leggere questi studi
La rassegna di Diekelmann e Born riassume studi molto diversi tra loro: non tutti i risultati valgono automaticamente per i bambini. Lo studio di Kurdziel e colleghi riguarda un compito di memoria preciso, in un contesto specifico. Non possiamo trasformare questi risultati in regole valide per tutti. Possiamo però dire che il sonno merita attenzione, anche quando si parla di scuola e di apprendimento.
Idee per notti più serene
- Orari regolari. Andare a letto e svegliarsi più o meno alla stessa ora aiuta il corpo a trovare il suo ritmo.
- Un rituale della buonanotte. Bagnetto, pigiama, una storia, la luce bassa: una sequenza prevedibile aiuta a rilassarsi.
- Schermi spenti prima di dormire. Meglio sostituirli con un libro o una chiacchierata tranquilla.
- Rispettare il sonnellino quando il bambino ne ha bisogno, anche se a volte sembra "tempo perso".
- Un ambiente calmo. Stanza buia, temperatura gradevole, pochi rumori.
- Ripassare la sera, non solo la mattina. Per i più grandi, rileggere qualcosa prima di dormire può essere un buon momento per fissarlo.
Quando chiedere un parere
Se il sonno è disturbato a lungo, se il bambino russa molto, si sveglia spesso o è molto stanco durante il giorno, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile.
Un invito
Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi su come organizzare giornate e routine serali, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Diekelmann S., Born J. (2010). The memory function of sleep. Nature Reviews Neuroscience, 11(2), 114–126. https://doi.org/10.1038/nrn2762
- Kurdziel L., Duclos K., Spencer R. M. C. (2013). Sleep spindles in midday naps enhance learning in preschool children. Proceedings of the National Academy of Sciences, 110(43), 17267–17272. https://doi.org/10.1073/pnas.1306418110
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