Dopo una diagnosi di autismo, o anche solo davanti a un dubbio, molti genitori devono orientarsi in fretta tra tante informazioni diverse. È normale sentirsi disorientati. Questo articolo non vi dice quale servizio scegliere: vi propone sette domande concrete da fare a qualunque professionista, compresi noi, per capire se un percorso è costruito con attenzione intorno a vostro figlio.
Le domande nascono da due riferimenti: la linea guida dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) sull'autismo e una grande meta-analisi sugli interventi precoci pubblicata nel 2020. Li trovate in fondo, nelle fonti.
Cosa dice la linea guida italiana, in breve
La linea guida dell'ISS, pubblicata nel 2023 e aggiornata nel 2025, ricorda che tipo, modalità e intensità degli interventi vanno personalizzati sul profilo di ogni bambino e sui suoi contesti di vita: casa, scuola, servizi. Chiede che gli interventi siano svolti da professionisti adeguatamente formati e indica come buona pratica dare ai genitori informazioni chiare e aggiornate.
Ci sono anche cose che la linea guida non dice. Non indica un "metodo migliore" in assoluto. Non indica un numero di ore valido per tutti: per diversi tipi di intervento il gruppo di esperti scrive che i dati disponibili non permettono di stabilire un'intensità ottimale. E le sue raccomandazioni sugli interventi educativi sono condizionate ("il Panel suggerisce"), basate su prove di qualità bassa o molto bassa.
Per questo le domande utili riguardano meno il nome dell'approccio e più il modo in cui il percorso viene costruito, osservato e rivisto.
1. Quali obiettivi concreti concordiamo?
Un buon obiettivo descrive qualcosa che si può vedere nella vita di tutti i giorni: per esempio "chiedere aiuto con un gesto o una parola durante la merenda", più che una formula generica. Chiedete chi ha scelto gli obiettivi, perché proprio quelli e come si collegano a ciò che conta per la vostra famiglia.
2. Come osserveremo i progressi?
Chiedete chi osserva i cambiamenti e in quali contesti: solo durante le attività, oppure anche a casa e a scuola? Come vi verranno raccontati? Una risposta chiara aiuta tutti a capire se la strada è quella giusta.
3. Come è stato adattato il percorso a mio figlio?
Ogni bambino ha interessi, punti di forza, difficoltà e ritmi diversi. Potete chiedere: "Che cosa avete osservato di mio figlio, e come ne terrete conto?". La personalizzazione è proprio uno dei punti su cui la linea guida insiste.
4. Che formazione hanno i professionisti?
Chiedete quale formazione specifica hanno le persone che lavoreranno con vostro figlio sull'approccio proposto. È una domanda legittima e non è una mancanza di fiducia: fa parte di un dialogo normale tra famiglia e professionisti.
5. Su quali evidenze si basa, e quanto sono solide?
È legittimo chiedere su quali ricerche si basa un intervento. Una risposta onesta può essere prudente: "le ricerche sono promettenti, ma non definitive".
La meta-analisi di Sandbank e colleghi (2020) aiuta a capire perché. Gli autori hanno riunito 130 gruppi di partecipanti, per un totale di 6.240 bambini. Considerando solo gli studi randomizzati, effetti positivi medi emergevano soltanto per gli interventi evolutivi e per quelli naturalistici. Quando poi si sono limitati agli studi randomizzati e, insieme, ai risultati misurati senza rischio di distorsione, nessun tipo di intervento mostrava effetti significativi.
Questo non significa che gli interventi non servano: significa che le prove più rigorose sono ancora insufficienti per conclusioni certe. Per questo nessuno può promettere un risultato, e una risposta misurata è un segno di trasparenza.
6. Come sarà coinvolta la famiglia?
Chiedete come sarete informati e come potrete partecipare. Ci saranno momenti di confronto periodici? Riceverete idee semplici da provare a casa? Come ci si coordina con la scuola, e con quali vostre autorizzazioni? È utile chiedere fin dall'inizio, per iscritto, anche come sono organizzati gli incontri e quali sono i costi.
7. Come si rivedono gli obiettivi se qualcosa non funziona?
La linea guida ISS ricorda che l'intervento va monitorato e rimodulato nel tempo in base agli esiti. Chiedete ogni quanto avvengono le verifiche, come vi verranno comunicate e come si decide insieme se continuare, modificare o fermarsi su un obiettivo. Ricordate anche che il tempo libero, il riposo e la vita di famiglia fanno parte della giornata di vostro figlio.
Il nostro modo di lavorare
Queste sono le stesse domande che ci aspettiamo dalle famiglie. Pugliautismo è un centro educativo di Bari: non è una struttura sanitaria e non fa diagnosi. Lavoriamo con approcci naturalistici, nel gioco e nelle routine quotidiane, partendo dagli interessi del bambino, e condividiamo obiettivi e verifiche con la famiglia. Per le questioni sanitarie il riferimento resta il neuropsichiatra infantile o il pediatra.
Parliamone con calma
Se vivete a Bari o in provincia e volete farci queste domande di persona, potete fissare un colloquio conoscitivo senza impegno. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità – Sistema Nazionale Linee Guida (2023; pagina aggiornata il 29/10/2025). Raccomandazioni della linea guida sulla diagnosi e sul trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini e adolescenti. https://www.iss.it/-/raccomandazioni-lg-diagnosi-trattamento-di-bambini-adolescenti-con-asd
- Sandbank M., Bottema-Beutel K., Crowley S., Cassidy M., Dunham K., Feldman J. I., Crank J., Albarran S. A., Raj S., Mahbub P., Woynaroski T. G. (2020). Project AIM: Autism intervention meta-analysis for studies of young children. Psychological Bulletin, 146(1), 1–29. https://doi.org/10.1037/bul0000215
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