Dopo una diagnosi, molti genitori imparano a raccontare il proprio figlio con un elenco: quello che non fa, quello che non dice, quello che manca ancora. È comprensibile, perché è il linguaggio che si incontra ovunque, nelle visite, nei moduli, nelle relazioni. Ma a forza di guardare le mancanze, a volte si perde di vista il bambino intero.
Se ti riconosci in questa fatica, non sei solo. In questo articolo ti raccontiamo uno studio appena pubblicato che ha provato a cambiare prospettiva, partendo proprio dallo sguardo dei genitori. Prima ti diciamo cosa riporta la ricerca, poi, separatamente, cosa ne pensiamo noi.
Cosa dice lo studio
Il 6 ottobre 2026 la rivista International Journal of Applied Positive Psychology (Springer Nature) ha pubblicato il lavoro di due ricercatori del Department of Applied Disability Studies della Brock University, a St. Catharines, in Canada: Kevin Han Xiang Yu e Priscilla Burnham Riosa.
Gli autori partono da un'osservazione: la ricerca sull'autismo si è concentrata a lungo sulle difficoltà dei bambini più piccoli, molto meno sui punti di forza, soprattutto dei ragazzi più grandi. Secondo gli autori, questa attenzione alle sole mancanze può pesare anche sulla relazione tra genitori e figli e sul modo in cui i genitori vedono se stessi.
Per questo hanno proposto a un gruppo di genitori di ragazzi nello spettro autistico un percorso chiamato Strength Spotting, che potremmo tradurre come «andare a caccia dei punti di forza»: imparare a notarli, a dar loro un nome, a riconoscerli nella vita di tutti i giorni. È un approccio centrato sulle forze, in linea con la prospettiva della neurodiversità.
Secondo l'abstract, che è la parte dello studio liberamente consultabile:
- i genitori hanno riferito un'alta validità sociale, cioè hanno trovato il percorso accettabile e utile;
- confrontando la situazione prima e dopo il percorso, i risultati esplorativi indicano esiti promettenti sulla qualità della relazione genitore-figlio (valutata attraverso cambiamenti osservati) e sul senso di competenza come genitori (riferito dai genitori stessi);
- per quanto sanno gli autori, è la prima volta che lo Strength Spotting viene applicato con genitori di ragazzi autistici.
La scheda dello studio
Il testo completo dell'articolo è a pagamento: abbiamo potuto leggere soltanto l'abstract e le informazioni pubblicate dall'editore. Per questo nella scheda non trovi numeri sui partecipanti o sull'entità dei cambiamenti: non li riportiamo perché non li abbiamo potuti verificare.
| Voce | Cosa riporta la fonte |
|---|---|
| Rivista | International Journal of Applied Positive Psychology (Springer Nature) |
| Data di pubblicazione | 6 ottobre 2026 |
| Autori | Kevin Han Xiang Yu, Priscilla Burnham Riosa |
| Università | Department of Applied Disability Studies, Brock University, St. Catharines (Canada) |
| Tipo di studio | Valutazione di fattibilità («proof-of-concept»), esplorazione preliminare con misure prima e dopo il percorso |
| Partecipanti | Genitori di ragazzi nello spettro autistico («youth»); numero non indicato nell'abstract |
| Cosa misura | Gradimento del percorso (validità sociale), qualità della relazione genitore-figlio, senso di competenza dei genitori |
| Risultati dichiarati | Alta validità sociale; esiti «promettenti» su relazione e competenza dal prima al dopo |
| Limiti | Studio preliminare ed esplorativo; nell'abstract non è indicato un gruppo di confronto; dimensione del campione e dei cambiamenti non leggibili senza il testo completo |
| Dati | Disponibili su richiesta all'autrice corrispondente, secondo la pagina dell'editore |
Cosa ci dice e cosa non ci dice
Cosa ci dice. Che un percorso per allenare i genitori a vedere i punti di forza dei figli è stato accolto bene da chi lo ha provato, e che i primi segnali sulla relazione e sul sentirsi capaci come genitori vanno in una direzione incoraggiante. È un buon motivo per continuare a studiarlo.
Cosa non ci dice. Non dimostra che il percorso sia la causa dei cambiamenti osservati: senza un gruppo di confronto dichiarato, i miglioramenti potrebbero dipendere anche da altri fattori. Non sappiamo, dall'abstract, quante famiglie hanno partecipato né quanto siano stati grandi i cambiamenti. Lo studio riguarda ragazzi («youth»), non bambini piccoli. Gli stessi autori lo presentano come un'esplorazione preliminare e chiedono altra ricerca.
Il nostro punto di vista
Questa parte è una riflessione del nostro centro, non un risultato dello studio.
Ci colpisce la semplicità di questa idea. Non chiede al ragazzo di cambiare: cambia lo sguardo di chi gli vuole bene. E un bambino sente benissimo come viene guardato, se per noi è un problema da risolvere o una persona da scoprire.
Nel nostro lavoro educativo, con approcci naturalistici, partiamo proprio da qui: da quello che ogni bambino sa già fare e da quello che lo appassiona. Ne abbiamo parlato anche in Interessi intensi e autismo: una risorsa, che riguarda come usare le passioni nelle attività, e in Benessere dei genitori: prendersi cura di sé, sul benessere dei genitori.
Una cosa da provare stasera
Ti proponiamo un piccolo esercizio, nato dalla nostra esperienza e non dallo studio. Cerca una sola forza di tuo figlio: la precisione con cui mette in fila le macchinine, la memoria per una canzone, la dolcezza con il cane di casa. Poi diglielo con parole semplici e concrete: «Ho visto con quanta cura hai messo in fila le macchinine». Domani cercane un'altra.
Non serve un elenco perfetto. Serve uno sguardo che si allena, un giorno alla volta.
Parliamone insieme
Pugliautismo è un centro educativo, non sanitario. Se vuoi capire come partire dai punti di forza di tuo figlio, il primo colloquio è gratuito e si svolge nella nostra sede di Bari, in Viale della Repubblica 116. Puoi scriverci su WhatsApp al +39 392 797 6432 o a info@pugliautismo.it. Trovi tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Staff di Pugliautismo
Fonti
Fonti consultate il 31/10/2026.
- Yu K. H. X., Burnham Riosa P. (Department of Applied Disability Studies, Brock University, St. Catharines, Canada). Strength Spotting with Parents of Youth on the Autism Spectrum: A Proof-of-Concept Evaluation. International Journal of Applied Positive Psychology, Springer Nature, pubblicato il 6 ottobre 2026. DOI 10.1007/s41042-026-00336-3. Pagina dell'editore: https://link.springer.com/article/10.1007/s41042-026-00336-3 (abstract liberamente consultabile, testo completo a pagamento). Al 31/10/2026 l'articolo non risulta ancora indicizzato su PubMed, quindi non ha un PMID.
Foto: Artsy Crafty / Wikimedia Commons (licenza: CC0)



