Prendersi cura di chi si prende cura: il benessere dei genitori

Un adulto e un bambino, visti di spalle, camminano mano nella mano su un viale alberato in autunno.

Appuntamenti, telefonate, incontri a scuola, notti brevi, domande senza risposta. Molti genitori di bambini autistici raccontano una quotidianità piena d'amore e, allo stesso tempo, di fatica. Se vi riconoscete in questa descrizione, sappiate che non siete soli, e che occuparvi anche di voi non è un lusso né un egoismo.

Cosa dice la ricerca

Una meta-analisi (Hayes e Watson, 2013) ha riunito gli studi che confrontavano lo stress genitoriale nelle famiglie di bambini autistici con quello di altre famiglie. Rispetto ai genitori di bambini con sviluppo tipico, la differenza era ampia: i genitori di bambini autistici riferivano in media livelli di stress più alti.

Il confronto con famiglie di bambini con altre disabilità dava anch'esso una differenza ampia. Gli autori, però, invitano a leggerlo con cautela, perché poteva dipendere in parte dalle caratteristiche specifiche dei gruppi di confronto.

Come sempre, sono medie tra gruppi: non descrivono la vostra famiglia. Ci sono genitori che vivono periodi più sereni e altri più difficili, e la stessa famiglia può attraversare fasi diverse.

Questo dato, comunque, ci dice una cosa importante: la fatica che sentite non è un segno di debolezza o di incapacità. È una risposta comprensibile a una situazione che chiede molto.

Cosa suggerisce la linea guida italiana

La linea guida dell'Istituto Superiore di Sanità sull'autismo dedica un capitolo agli interventi rivolti ai genitori. Oltre agli interventi di formazione, il gruppo di esperti suggerisce:

  • interventi informativi e psicoeducativi, che aiutano a capire meglio l'autismo e i servizi disponibili;
  • interventi di supporto e sostegno per i genitori.

Sono raccomandazioni "condizionate", cioè suggerimenti, e per gli interventi di supporto le prove disponibili sono di qualità molto bassa. Significa che la ricerca su questo tema è ancora limitata, non che il sostegno sia poco importante. La linea guida indica inoltre come buona pratica dare ai genitori informazioni chiare e adeguate.

Piccoli passi per prendersi cura di sé

Non esiste una ricetta valida per tutti. Ecco alcune idee che molte famiglie trovano utili.

Chiedere aiuto senza sensi di colpa

Nonni, amici, vicini, altri genitori: spesso le persone vorrebbero aiutare ma non sanno come. Chiedere cose concrete ("puoi stare con lui un'ora sabato?") rende più facile ricevere aiuto.

Dividere i compiti

Quando è possibile, dividete in coppia o in famiglia i compiti legati al percorso del bambino: chi tiene i contatti con la scuola, chi accompagna agli appuntamenti, chi si occupa delle pratiche. Anche una lista condivisa può alleggerire il carico mentale.

Ritagliarsi spazi, anche piccoli

Una passeggiata, un caffè con un'amica, mezz'ora di lettura. Non servono grandi pause per ricaricarsi un po': conta che siano spazi solo vostri.

Cercare il confronto con altri genitori

Associazioni e gruppi di genitori possono offrire informazioni pratiche e, soprattutto, la sensazione di essere capiti da chi vive esperienze simili.

Dare spazio anche ai fratelli e alla coppia

Fratelli e sorelle hanno bisogno di momenti dedicati. Anche la relazione di coppia merita tempo e attenzione.

Lasciare andare la perfezione

Non tutte le giornate saranno "produttive", e va bene così. Il gioco libero, il riposo e i momenti senza obiettivi fanno bene a tutta la famiglia, bambino compreso.

Ascoltare i segnali

Stanchezza che non passa, difficoltà a dormire, tristezza o ansia persistenti: se li notate, parlatene con il vostro medico di famiglia. Chiedere un aiuto professionale per sé è un gesto di cura, anche verso il proprio figlio.

La rete intorno al bambino

Una buona collaborazione tra famiglia, scuola, servizi sanitari ed educativi può ridurre il carico di dover "tenere insieme tutto" da soli. Chiedete informazioni chiare, momenti di confronto regolari e un linguaggio comprensibile: sono richieste legittime.

Il nostro approccio

Al Centro Educativo Pugliautismo di Bari consideriamo i genitori parte del percorso, non spettatori. Dedichiamo tempo al confronto con le famiglie, condividiamo obiettivi e strategie in modo semplice e cerchiamo di proporre attività che si inseriscano nella vita quotidiana senza appesantirla.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e sentite il bisogno di confrontarvi, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

  • Hayes S. A., Watson S. L. (2013). The impact of parenting stress: a meta-analysis of studies comparing the experience of parenting stress in parents of children with and without autism spectrum disorder. Journal of Autism and Developmental Disorders, 43(3), 629–642. https://doi.org/10.1007/s10803-012-1604-y
  • Istituto Superiore di Sanità – Sistema Nazionale Linee Guida (2023; pagina aggiornata il 29/10/2025). Raccomandazioni della linea guida sulla diagnosi e sul trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini e adolescenti, capitolo "Interventi per i genitori". https://www.iss.it/-/raccomandazioni-lg-diagnosi-trattamento-di-bambini-adolescenti-con-asd

Foto: Krzysztof Kowalik (https://unsplash.com/@kowalikus) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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