Negli ultimi anni capita spesso di leggere titoli come "Autismo, i casi sono in aumento". Per molti genitori sono notizie che preoccupano e fanno nascere domande. Cosa sta succedendo davvero? La ricerca offre una risposta più articolata di quanto suggeriscano i titoli.
Cosa si intende per prevalenza
La prevalenza indica quante persone, in una certa popolazione e in un certo momento, hanno una determinata condizione. Per l'autismo si esprime spesso come "un bambino su…". Non va confusa con il numero di nuovi casi, e soprattutto dipende molto da come si contano le persone.
Cosa dice la revisione mondiale
Nel 2022 un gruppo internazionale di ricercatori (Zeidan e colleghi, 2022) ha pubblicato sulla rivista Autism Research un aggiornamento della revisione sistematica sulla prevalenza dell'autismo nel mondo.
Gli autori hanno raccolto gli studi pubblicati dal 2012 in poi: 99 stime da 71 studi. I risultati principali:
- la prevalenza mediana è di 100 su 10.000, cioè circa 1 su 100;
- le stime variano moltissimo tra gli studi, da circa 1 a oltre 400 su 10.000;
- il rapporto mediano tra maschi e femmine è di circa 4 a 1;
- nella mediana degli studi, circa un terzo delle persone autistiche aveva anche una disabilità intellettiva.
Perché le stime sono cresciute
La revisione conferma un aumento della prevalenza misurata in tutto il mondo. Ma gli autori spiegano che questo aumento riflette l'effetto combinato di più fattori, tra cui:
- una maggiore consapevolezza nella popolazione;
- una risposta più ampia dei sistemi sanitari e dei servizi;
- progressi nell'identificazione e cambiamenti nella definizione dell'autismo;
- un aumento della capacità dei servizi nelle comunità.
Secondo gli autori, le differenze tra le stime riflettono anche interazioni complesse tra conoscenza del tema, disponibilità di servizi, richiesta di aiuto da parte delle famiglie e fattori sociali.
Gli autori indicano anche un limite: la loro sintesi non ha permesso di valutare la qualità dei singoli studi.
Cosa significa per le famiglie
A nostro giudizio, il messaggio di questa ricerca è che "più diagnosi" non equivale automaticamente a "più autismo". Una parte importante della crescita dipende dal fatto che oggi l'autismo viene riconosciuto meglio, anche in persone che un tempo non avrebbero ricevuto una diagnosi.
Per le famiglie questo ha alcuni risvolti concreti:
- un bambino riconosciuto oggi può ricevere comprensione e sostegno prima;
- il fatto che le stime crescano non è di per sé un allarme;
- le differenze tra paesi e tra regioni possono dipendere anche dai servizi disponibili e dal modo in cui si raccolgono i dati.
Come leggere le notizie sui numeri
Quando leggete un titolo sui "numeri dell'autismo", può essere utile chiedersi:
- Da quale studio viene il dato? Riguarda il mondo, un paese, una regione?
- Come sono stati contati i bambini? Solo chi aveva già una diagnosi o anche chi è stato valutato apposta per lo studio?
- Si parla di prevalenza o di nuovi casi?
- Il titolo parla di "epidemia"? La revisione che abbiamo descritto usa un linguaggio molto più cauto.
Un dato che riguarda tutti
Se circa un bambino su cento è autistico, a nostro giudizio è probabile che in molte scuole ci siano bambini autistici, riconosciuti o no. Conoscere meglio l'autismo, quindi, non riguarda solo le famiglie direttamente coinvolte: riguarda insegnanti, compagni, vicini di casa, tutta la comunità.
Se avete dubbi sullo sviluppo di vostro figlio, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile.
Un invito
Se vivete a Bari o in provincia e volete saperne di più sul nostro approccio educativo, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Zeidan J., Fombonne E., Scorah J., Ibrahim A., Durkin M. S., Saxena S., Yusuf A., Shih A., Elsabbagh M. (2022). Global prevalence of autism: A systematic review update. Autism Research, 15(5), 778–790. https://doi.org/10.1002/aur.2696
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