Dieta senza glutine e caseina nell'autismo: cosa dicono gli studi controllati

Un tavolo all'aperto con una tovaglia verde, due pagnotte su un tagliere e una ciotola di pomodori

Nei gruppi online e sui social capita di leggere testimonianze di genitori che raccontano grandi cambiamenti dopo aver tolto glutine e latticini dall'alimentazione del figlio autistico. Sono racconti sinceri, che nascono dal desiderio di aiutare. Ma un racconto, per quanto convincente, non basta a dire se un intervento funziona. Per questo servono gli studi controllati randomizzati.

Perché servono gli studi controllati

In uno studio controllato randomizzato, i partecipanti vengono divisi per sorteggio in due gruppi: uno segue l'intervento da studiare, l'altro no (o segue un'alternativa). Il sorteggio rende i gruppi simili tra loro, così che le differenze alla fine si possano attribuire all'intervento e non ad altri fattori.

Questo è importante perché lo sviluppo di un bambino cambia comunque nel tempo, e perché le aspettative di chi osserva possono influenzare ciò che si nota. Un gruppo di confronto aiuta a separare questi effetti.

Cosa dice la revisione

Nel 2018 un gruppo di ricercatori dell'Università Medica di Varsavia e dell'Università di Varsavia (Piwowarczyk e colleghi, 2018) ha pubblicato sullo European Journal of Nutrition una revisione sistematica sulla dieta senza glutine e senza caseina (la principale proteina del latte) nei bambini autistici.

Gli autori hanno cercato gli studi controllati randomizzati nelle principali banche dati scientifiche fino ad agosto 2016. Ne hanno trovati sei, con 214 partecipanti in totale.

I risultati:

  • salvo poche eccezioni, non c'erano differenze significative tra i gruppi nelle caratteristiche principali dell'autismo, misurate con scale standardizzate;
  • uno studio ha trovato miglioramenti in alcune sottoscale relative alla comunicazione e all'interazione sociale;
  • un altro studio ha trovato differenze in alcune sottoscale di uno strumento di valutazione danese;
  • le altre differenze, quando presenti, riguardavano soprattutto strumenti compilati dai genitori o altri aspetti dello sviluppo;
  • negli studi inclusi non sono stati riportati effetti avversi legati alla dieta.

La conclusione degli autori: nel complesso ci sono poche prove che la dieta senza glutine e caseina sia utile per le caratteristiche dell'autismo nei bambini.

Come leggere questi risultati

A nostro giudizio, questi dati suggeriscono prudenza. Gli studi sono pochi e piccoli, quindi la ricerca può ancora evolvere. Ma oggi non ci sono prove solide che questa dieta migliori l'autismo.

Questo non significa che l'alimentazione non conti. Come tutti i bambini, anche i bambini autistici possono avere problemi come la celiachia, un'intolleranza o disturbi gastrointestinali: riconoscerli e decidere un'eventuale dieta spetta sempre al pediatra o al medico, non alla famiglia da sola e non a un centro educativo.

Perché i racconti non bastano

Quando una famiglia cambia l'alimentazione del figlio, spesso cambiano anche altre cose: le routine, l'attenzione ai pasti, le aspettative. Inoltre i bambini crescono e si sviluppano comunque. Senza un gruppo di confronto è difficile capire quale di questi fattori abbia fatto la differenza. È proprio il problema che gli studi controllati cercano di risolvere.

Attenzione al fai-da-te

Eliminare gruppi di alimenti senza indicazione medica può avere conseguenze:

  • possibili carenze nutrizionali;
  • difficoltà ulteriori per i bambini che hanno già un'alimentazione molto selettiva;
  • costi e fatica organizzativa per la famiglia;
  • tensione durante i pasti, che dovrebbero restare un momento sereno.

Per questo non cambiate l'alimentazione di vostro figlio senza averne parlato prima con il pediatra o con il medico che lo segue.

Pugliautismo è un centro educativo, non sanitario: non diamo indicazioni alimentari né mediche e non promettiamo risultati. Questo articolo riassume cosa dice la ricerca e non sostituisce il parere del medico.

Qualche domanda da farsi davanti a una promessa

  • Ci sono studi controllati che sostengono questo intervento?
  • Quanti partecipanti hanno coinvolto?
  • Chi propone l'intervento ha un interesse economico?
  • Si promettono risultati rapidi o "miracolosi"?

Fare queste domande non significa diffidare delle altre famiglie, ma proteggere il proprio bambino da scelte poco fondate.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi sul percorso educativo di vostro figlio, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

  • Piwowarczyk A., Horvath A., Łukasik J., Pisula E., Szajewska H. (2018). Gluten- and casein-free diet and autism spectrum disorders in children: a systematic review. European Journal of Nutrition, 57(2), 433–440. https://doi.org/10.1007/s00394-017-1483-2

Foto: Wolfgang Hasselmann (https://unsplash.com/@wolfgang_hasselmann) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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