Leggere insieme: come trasformare un libro in una conversazione

Vista dall'alto di due bambini, di spalle, che sfogliano insieme un albo illustrato.

Sera, pigiama, un libro illustrato già letto dieci volte. «Ancora questo?» chiede l'adulto. «Sì!» risponde il bambino, e indica la pagina con il cane prima ancora che arrivi. Chi legge con un bambino conosce bene questa scena. La lettura condivisa è uno dei momenti più semplici e preziosi della giornata. Ma c'è un modo di leggere insieme che può rendere questo momento ancora più ricco: trasformare il libro in una conversazione.

Cos'è la lettura dialogica

La lettura dialogica è un modo di leggere in cui l'adulto non si limita a leggere il testo ad alta voce. Invita il bambino a partecipare: fa domande aperte, riprende ed espande ciò che il bambino dice, lo incoraggia a raccontare. A poco a poco il bambino diventa un "narratore" accanto all'adulto.

Il primo studio che l'ha descritta risale al 1988 (Whitehurst e colleghi). Per un mese, i genitori di un gruppo di bambini sono stati guidati a fare più domande aperte e a espandere le frasi dei figli, invece di leggere soltanto o chiedere di indicare le figure. Alla fine, quei bambini ottenevano punteggi più alti nei test di linguaggio espressivo e usavano frasi più lunghe. Le differenze restavano anche a distanza di tempo, ma più ridotte.

Una curiosità: quante parole ci sono in un libro?

Gli albi illustrati contengono parole più varie di quelle che usiamo nelle conversazioni di tutti i giorni. Un gruppo di ricercatori statunitensi ha provato a contarle (Logan e colleghi, 2019), analizzando 60 libri per bambini tra i più letti. La stima: leggere un albo illustrato al giorno espone un bambino a circa 78.000 parole all'anno. Prima dell'ingresso a scuola, tra chi cresce in una casa dove si legge molto e chi non riceve mai una lettura la differenza arriva a circa 1,4 milioni di parole ascoltate durante le letture.

Sono stime, non misure fatte sui singoli bambini, e non dicono quante di quelle parole il bambino impari davvero. Rendono però bene l'idea: anche pochi minuti di lettura, ogni giorno, si sommano.

Cosa dicono gli studi più ampi

Lo studio del 1988 era piccolo, con circa 30 famiglie statunitensi, e riguardava bambini con sviluppo tipico. Per questo è utile guardare anche a ricerche più ampie.

Una meta-analisi (Mol e colleghi, 2008) ha riunito 16 studi con 626 bambini. Rispetto alla lettura abituale, la lettura dialogica aveva un effetto moderato sul vocabolario espressivo, cioè le parole che il bambino usa, e un effetto piccolo sul vocabolario recettivo, cioè le parole che capisce. Gli effetti, però, erano molto più ridotti nei bambini più grandi e in quelli con maggiori difficoltà di linguaggio e di lettura.

E con i bambini autistici?

Qui le prove sono ancora poche, ma incoraggianti. In uno studio con 9 bambini autistici (Fleury e Schwartz, 2017), una versione adattata della lettura dialogica ha aumentato la partecipazione verbale dei bambini durante la lettura e il vocabolario legato ai libri letti.

Lo studio ha anche dei limiti chiari. È piccolo, con un disegno "a caso singolo". L'aumento riguardava soprattutto le risposte alle domande dell'adulto: non sono aumentati i commenti o le domande spontanee dei bambini. Non dimostra, inoltre, effetti sul linguaggio fuori dalla lettura. È un buon punto di partenza, non una conclusione.

Gli studi in sintesi

StudioChi ha partecipatoCosa è emerso
Whitehurst e colleghi, 1988Circa 30 famiglie statunitensi, bambini con sviluppo tipicoPunteggi più alti nel linguaggio espressivo e frasi più lunghe; differenze ancora presenti a distanza di tempo, ma più ridotte
Mol e colleghi, 200816 studi, 626 bambiniEffetto moderato sul vocabolario espressivo e piccolo su quello recettivo; effetti più ridotti nei bambini più grandi e con maggiori difficoltà
Fleury e Schwartz, 20179 bambini autisticiPiù partecipazione verbale durante la lettura e più vocabolario legato ai libri; non sono aumentati i commenti spontanei

Idee per leggere insieme

Queste idee si possono usare a casa e anche a scuola. Adattatele al vostro bambino: ogni bambino ha i suoi tempi.

Scegliete libri che piacciono a lui

Libri sui suoi interessi, con immagini chiare, frasi ripetute o pagine da toccare. Va benissimo rileggere lo stesso libro tante volte: la ripetizione aiuta a prevedere e a partecipare.

Fate domande aperte, ma poche

"Che cosa sta succedendo qui?" invita a raccontare più di "Questo è un cane?". Se il bambino non risponde, rispondete voi con naturalezza e andate avanti.

Riprendete ed espandete

Se il bambino dice "cane", potete rispondere "Sì, un cane grande che corre!". Aggiungete una parola o un'idea a ciò che ha detto, senza correggerlo.

Lasciate spazio

Fermatevi prima di girare pagina o prima della parola finale di una frase che conosce bene. Una pausa può invitarlo a completare, con una parola, un gesto o un suono.

Usate gesti, oggetti e immagini

Indicate le figure, imitate i suoni degli animali, usate un pupazzo legato alla storia. Per alcuni bambini, aggiungere immagini o simboli rende la storia più comprensibile.

Tenete il momento piacevole

La lettura condivisa funziona meglio quando resta un piacere. Se il bambino si stanca, si può chiudere il libro e riprenderlo un'altra volta. Pochi minuti sereni valgono più di una lettura forzata.

In pratica

  • Un appuntamento fisso. Anche dieci minuti, sempre nello stesso momento della giornata: ricordate che le parole si sommano, giorno dopo giorno.
  • La cesta dei libri. Tre o quattro libri a portata di mano, e la scelta la fa il bambino.
  • Una domanda aperta per pagina, non di più. Il resto del tempo, ascoltate e riprendete le sue parole.
  • Lo stesso libro a casa e in classe. In classe si può rileggere lo stesso albo più volte nella settimana e poi farlo portare a casa.

Un ponte tra casa e scuola

Leggere lo stesso libro a casa e a scuola può aiutare il bambino a ritrovare parole e storie familiari in contesti diversi. Potete chiedere agli insegnanti quali libri stanno leggendo in classe, o proporre un libro amato da vostro figlio. Le strategie di lettura possono anche essere concordate con i professionisti che lo seguono.

Il nostro approccio

Al Centro Educativo Pugliautismo di Bari la lettura condivisa è uno degli strumenti che usiamo per creare occasioni di comunicazione, partendo dagli interessi del bambino. Condividiamo con le famiglie idee concrete da portare a casa.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete saperne di più, potete fissare un colloquio conoscitivo: il primo colloquio è gratuito e si svolge nella nostra sede di Bari. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

  • Whitehurst G. J., Falco F. L., Lonigan C. J., Fischel J. E., DeBaryshe B. D., Valdez-Menchaca M. C., Caulfield M. (1988). Accelerating language development through picture book reading. Developmental Psychology, 24(4), 552–559. https://doi.org/10.1037/0012-1649.24.4.552
  • Mol S. E., Bus A. G., de Jong M. T., Smeets D. J. H. (2008). Added Value of Dialogic Parent–Child Book Readings: A Meta-Analysis. Early Education and Development, 19(1), 7–26. https://doi.org/10.1080/10409280701838603
  • Fleury V. P., Schwartz I. S. (2017). A Modified Dialogic Reading Intervention for Preschool Children With Autism Spectrum Disorder. Topics in Early Childhood Special Education, 37(1), 16–28. https://doi.org/10.1177/0271121416637597
  • Logan J. A. R., Justice L. M., Yumuş M., Chaparro-Moreno L. J. (2019). When Children Are Not Read to at Home: The Million Word Gap. Journal of Developmental and Behavioral Pediatrics, 40(5), 383–386. https://doi.org/10.1097/DBP.0000000000000657

Foto: Ben Mullins (https://unsplash.com/@benmullins) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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