Comunicazione Aumentativa Alternativa: immagini, segni e voce per comunicare

La mano di un bambino indica una fila di carte illustrate con una tazza, una mela, una palla e un sole, mentre un adulto tiene un'altra carta.

Per alcuni bambini le parole arrivano tardi, poche, o non arrivano. Nel frattempo, però, il bisogno di comunicare c'è: chiedere, rifiutare, raccontare, condividere. La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) comprende tutti quegli strumenti e quelle strategie che aiutano una persona a comunicare oltre, o al posto, del linguaggio parlato.

Che cos'è la CAA

La CAA può essere molto semplice o più tecnologica:

  • segni e gesti;
  • immagini, fotografie e simboli, da indicare o da scambiare;
  • tabelle e quaderni di comunicazione;
  • comunicatori con uscita in voce, cioè strumenti, anche app su tablet, che pronunciano una parola o una frase quando si tocca un simbolo.

Si chiama "aumentativa" perché si aggiunge alle capacità comunicative della persona, e "alternativa" perché, quando serve, offre una strada diversa dalla voce.

La paura più comune: "Poi non parlerà più?"

Molti genitori temono che, usando immagini o un comunicatore, il bambino perda la motivazione a parlare. La ricerca disponibile non conferma questa paura.

Una revisione di Millar, Light e Schlosser (2006) ha analizzato 23 studi su persone con disabilità dello sviluppo, per lo più con disabilità intellettiva o autismo. Nei 27 casi provenienti dagli studi metodologicamente più solidi, nessuno ha mostrato una diminuzione del linguaggio parlato dopo l'introduzione della CAA. L'11% non ha mostrato cambiamenti e l'89% ha mostrato un aumento. Gli aumenti, però, erano per lo più modesti.

Una revisione sistematica dedicata ai bambini autistici (Schlosser e Wendt, 2008) arriva a conclusioni simili. Gli interventi di CAA non sembrano ostacolare la produzione verbale e in molti studi la aumentano. Anche qui gli autori sottolineano che i guadagni sono modesti e invitano ad aspettative realistiche.

In sintesi: la CAA non toglie la voce. Non va però presentata come un modo per "far parlare" il bambino: il suo scopo principale è permettergli di comunicare, oggi.

Va ricordato anche che si tratta di studi piccoli, spesso su pochi partecipanti, e che servono ricerche più ampie.

Cosa dice la linea guida italiana

La linea guida dell'Istituto Superiore di Sanità sull'autismo ha valutato anche strumenti di comunicazione basati sulle immagini e i comunicatori con uscita in voce (in inglese abbreviati con la sigla SGD).

Per entrambi la linea guida formula raccomandazioni condizionate, basate su prove di qualità molto bassa, per bambini e ragazzi autistici con linguaggio funzionale assente o limitato. Significa che il loro uso è suggerito, ma che la ricerca ha ancora molto da chiarire.

Come introdurre la CAA nella vita quotidiana

La scelta degli strumenti va fatta con i professionisti che seguono il bambino. Ecco però alcuni principi utili.

Partite da ciò che motiva

I primi simboli funzionano meglio se riguardano cose che il bambino desidera davvero: il cibo preferito, un gioco, una canzone.

Usatela anche voi

I bambini imparano la CAA vedendola usare. Quando parlate, indicate anche voi i simboli: "Andiamo [simbolo] al parco [simbolo]".

Rendetela sempre disponibile

Uno strumento chiuso in un cassetto non serve. Tabelle e comunicatori devono essere a portata di mano a casa, a scuola e fuori.

Accogliete ogni messaggio

Se il bambino usa un simbolo per dire "no" o "basta", è comunicazione vera: rispondete e rispettatela, quando possibile.

Coinvolgete la scuola e la famiglia allargata

Più persone usano lo stesso sistema, più il bambino scopre che comunicare funziona ovunque.

Aspettate con fiducia

Lasciate tempo per rispondere e non sostituitevi subito. Ogni bambino ha i suoi tempi.

Il nostro approccio

Al Centro Educativo Pugliautismo di Bari usiamo, quando è utile, strumenti di comunicazione visiva dentro il gioco e le routine. Lavoriamo insieme alla famiglia, alla scuola e agli specialisti perché il bambino possa usare lo stesso sistema nei diversi contesti della sua vita.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete capire se e come la comunicazione aumentativa può aiutare vostro figlio, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

  • Millar D. C., Light J. C., Schlosser R. W. (2006). The impact of augmentative and alternative communication intervention on the speech production of individuals with developmental disabilities: a research review. Journal of Speech, Language, and Hearing Research, 49(2), 248–264. https://doi.org/10.1044/1092-4388(2006/021)
  • Schlosser R. W., Wendt O. (2008). Effects of augmentative and alternative communication intervention on speech production in children with autism: a systematic review. American Journal of Speech-Language Pathology, 17(3), 212–230. https://doi.org/10.1044/1058-0360(2008/021)
  • Istituto Superiore di Sanità – Sistema Nazionale Linee Guida (2023; pagina aggiornata il 29/10/2025). Raccomandazioni della linea guida sulla diagnosi e sul trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini e adolescenti, valutazione degli strumenti di comunicazione basati sulle immagini e dei comunicatori con uscita in voce. https://www.iss.it/-/raccomandazioni-lg-diagnosi-trattamento-di-bambini-adolescenti-con-asd

Foto: Immagine generata con IA, uso libero / Immagine generata con IA (GenerateImage), 29/10/2026 (licenza: Immagine generata con IA, uso libero)

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