Nove persone su dieci, in ogni parte del mondo, preferiscono la mano destra. È una delle caratteristiche più stabili della specie umana, e proprio per questo la ricerca la osserva con attenzione: la mano preferita racconta qualcosa di come il cervello divide i compiti tra i due emisferi, la cosiddetta lateralizzazione. Da anni gli studi segnalano che tra le persone autistiche la preferenza per la destra è meno frequente. Ma quanto, esattamente?
Prima di tutto: quanti sono i mancini?
Nel 2020 una meta-analisi pubblicata su Psychological Bulletin ha messo ordine nei dati sulla popolazione generale. La quota di mancini va dal 9,3%, con il criterio più severo, al 18,1% se si contano tutti i non destrimani, cioè chi non usa in prevalenza la destra. La stima complessiva migliore è 10,6%: circa uno su dieci. Gli autori notano che le percentuali cambiano anche per fattori culturali, come la pressione, in passato molto diffusa, a non usare la sinistra.
Che cosa cambia nell'autismo
Nel 2017 una serie di meta-analisi pubblicata su Neuropsychology Review ha raccolto gli studi che hanno misurato la mano preferita in 1.199 persone: 723 autistiche e 476 con sviluppo tipico.
| Mano preferita | Odds ratio (persone autistiche rispetto a sviluppo tipico) | Quota tra le persone autistiche |
|---|---|---|
| Non destrimani (mancini e ambidestri insieme) | 3,48 | 45,4% |
| Mancini | 2,49 | 18,3% |
| Ambidestri o con preferenza mista | 2,34 | 36,1% |

Grafico 1. Odds ratio di non destrimani, mancini e ambidestri tra le persone autistiche rispetto alle persone con sviluppo tipico. Fonte: Markou e altri, Neuropsychology Review (2017).
Le persone autistiche hanno una probabilità circa tre volte e mezza più alta di non essere destrimani. Il dato più vistoso non riguarda i mancini «puri», ma la preferenza mista: più di una persona autistica su tre usa mani diverse per compiti diversi o non ha una preferenza netta. La terza analisi indica anche una tendenza verso una preferenza manuale più debole.
Un confronto indicativo
Mettendo accanto i due lavori si ottiene un quadro d'insieme. Attenzione, però: sono studi diversi, con criteri di classificazione diversi, quindi il confronto è solo indicativo.
| Quota | Persone autistiche (2017) | Popolazione generale (2020) |
|---|---|---|
| Non destrimani | 45,4% | 18,1% (criterio più ampio) |
| Mancini | 18,3% | 10,6% (stima complessiva) |
| Ambidestri o con preferenza mista | 36,1% | non riportato nell'abstract |

Grafico 2. Quota di non destrimani e di mancini tra le persone autistiche e nella popolazione generale. Confronto indicativo, nostra elaborazione su Markou e altri (2017) e Papadatou-Pastou e altri (2020).
Perché succede?
Gli autori del 2017 propongono una spiegazione legata a differenze nella struttura del cervello e a una lateralizzazione atipica, in particolare per il linguaggio. Non è una conclusione definitiva: la stessa meta-analisi mostra che i risultati cambiano a seconda di come si classifica la mano preferita, dello strumento usato per misurarla e dello scopo dello studio.
Che cosa non significa
- Non è un segnale di autismo. La grande maggioranza dei mancini non è autistica, e più di metà delle persone autistiche è destrimane. Non ha senso osservare la mano di un bambino per «cercare» qualcosa.
- Non va corretta. Se un bambino preferisce la sinistra, o cambia mano a seconda del compito, lasciatelo fare. I dati sulla popolazione generale ricordano che in passato la pressione culturale contro la sinistra ha cambiato le abitudini di molte persone: la mano preferita va rispettata.
- È un pezzo del puzzle della ricerca. Studiare la lateralità aiuta a capire come si sviluppa il cervello, insieme ad altri fattori di cui abbiamo parlato, come la genetica e gli studi sui gemelli.
Qualche attenzione pratica
- Strumenti giusti: forbici per mancini, temperamatite adatti, quaderni con la spirale in alto.
- Il posto in classe: un bambino mancino accanto a un destrimane sta meglio alla sinistra del compagno, così i gomiti non si scontrano.
- Pazienza con la scrittura: chi usa la sinistra può aver bisogno di inclinare il foglio in modo diverso. Lasciate che trovi la posizione più comoda.
- Preferenza mista: se il bambino non ha ancora una mano dominante, offrite gli oggetti al centro e lasciate che scelga lui.
Una nota sui dati
La meta-analisi sull'autismo è del 2017 e riunisce studi spesso piccoli; quella sulla popolazione generale è del 2020. Sono comunque le sintesi più ampie trovate su questi due temi.
Un invito
Pugliautismo è un centro educativo, non una struttura sanitaria, e lavora con approcci naturalistici, valorizzando il modo in cui ogni bambino usa il proprio corpo e i propri punti di forza. Il primo colloquio è gratuito e si svolge nella nostra sede di Bari. Trovate le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Markou P., Ahtam B., Papadatou-Pastou M. (2017). Elevated Levels of Atypical Handedness in Autism: Meta-Analyses. Neuropsychology Review, 27(3), 258-283. https://doi.org/10.1007/s11065-017-9354-4
- Papadatou-Pastou M., Ntolka E., Schmitz J., Martin M., Munafò M.R., Ocklenburg S., Paracchini S. (2020). Human handedness: A meta-analysis. Psychological Bulletin, 146(6), 481-524. https://doi.org/10.1037/bul0000229
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