Autismo dopo la maggiore età in Puglia: cosa prevedono le norme e quali dati sono pubblici

Una porta di legno azzurra socchiusa, che lascia intravedere un prato verde

Per molte famiglie il passaggio alla maggiore età è uno dei momenti più delicati. Finisce progressivamente la scuola, cambiano i servizi sanitari di riferimento, si pongono domande sul lavoro, sull'autonomia, sul futuro. Abbiamo provato a capire cosa prevedono le norme e quali dati pubblici esistono sulla Puglia.

Cosa prevede la legge nazionale

La legge 18 agosto 2015, n. 134, all'articolo 3, comma 2, affida alle Regioni il compito di garantire il funzionamento dei servizi sanitari per le persone autistiche e di stabilire percorsi diagnostici e assistenziali per la presa in carico di minori, adolescenti e adulti. Tra gli obiettivi indicati dalla legge ci sono:

  • équipe territoriali dedicate, sia nei servizi di neuropsichiatria dell'età evolutiva sia nei servizi per l'età adulta (lettera c);
  • il coordinamento degli interventi per assicurare la continuità dei percorsi nel corso della vita (lettera e);
  • la disponibilità sul territorio di strutture semiresidenziali e residenziali accreditate, pubbliche e private, in grado di prendere in carico anche gli adulti (lettera g);
  • progetti per l'inserimento lavorativo degli adulti autistici, che ne valorizzino le capacità (lettera h).

Cosa prevedono le norme regionali

In Puglia la rete territoriale per l'autismo è disciplinata dal Regolamento regionale n. 9/2016, che prevede moduli ambulatoriali, centri diurni e comunità residenziali dedicati. Secondo la tabella contenuta nella DGR n. 857 del 19 giugno 2024, che riguarda le strutture private autorizzate e accreditate ai sensi del R.R. 9/2016, a quella data risultavano in tutta la regione 4 centri diurni e 2 comunità residenziali di questo tipo. La delibera non indica quante persone adulte vi siano accolte.

L'articolo 7 della legge regionale 20/2023 prevede sei Centri sanitari di eccellenza, uno per ASL, per la presa in carico delle persone in età evolutiva e in età adulta. Con la DGR n. 1755 dell'11 dicembre 2024 la Giunta ha approvato in via preliminare l'elenco delle sedi, rinviando a un successivo provvedimento la definizione degli obiettivi degli interventi.

Sul versante sociale, i fondi per l'autismo ripartiti tra gli Ambiti territoriali sociali con la determinazione n. 913 del 28 maggio 2026 della Sezione Benessere sociale, innovazione e sussidiarietà della Regione prevedono percorsi di socializzazione dedicati ai minori e all'età di transizione, anche tramite voucher.

La scuola come ponte

Anche la scuola ha un ruolo. L'art. 7 del d.lgs. 66/2017 prevede che il PEI definisca gli strumenti per i percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (PCTO), assicurando la partecipazione dei soggetti coinvolti nel progetto di inclusione, e che indichi il coordinamento con il Progetto individuale.

Secondo l'ISTAT (Tav. 39), nell'anno scolastico 2024-2025 nel Mezzogiorno l'87% degli alunni con disabilità delle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado partecipava ai PCTO, contro l'86,7% del totale nazionale. Il dato non è disponibile per singola regione.

Cosa non abbiamo trovato

Nelle nostre ricerche, aggiornate al 29 ottobre 2026, non abbiamo trovato pubblicati dati regionali su:

  • quante persone autistiche maggiorenni sono seguite dai servizi sanitari pugliesi, per ASL;
  • come avviene il passaggio dalla neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza ai servizi per l'età adulta, e con quali tempi;
  • quanti posti nelle strutture diurne e residenziali sono occupati da persone adulte;
  • quanti progetti di inserimento lavorativo dedicati all'autismo sono stati attivati.

Li indichiamo come dati da verificare: potrebbero essere contenuti in atti o relazioni che non abbiamo individuato.

Cosa ne pensiamo

A nostro giudizio, le norme nazionali e regionali indicano con chiarezza che la presa in carico deve continuare nell'età adulta. Senza dati pubblici, però, è difficile per le famiglie e per gli stessi amministratori capire se i percorsi previsti sono disponibili in tutti i territori. Riteniamo che la transizione verso l'età adulta meriti un'attenzione specifica nella programmazione regionale.

Le competenze sono diverse: la programmazione sanitaria spetta alla Regione e alle ASL, gli interventi sociali agli Ambiti territoriali, i percorsi scolastici alle scuole.

Le nostre proposte

  1. Pubblicare un dato annuale, per ASL, sulle persone autistiche maggiorenni in carico ai servizi.
  2. Definire e rendere pubblico un percorso di transizione tra servizi per l'età evolutiva e servizi per l'età adulta, con tempi e referenti per ogni ASL.
  3. Rendere riconoscibili i progetti di inserimento lavorativo previsti dall'art. 3, comma 2, lettera h, della legge 134/2015.
  4. Collegare PEI, Progetto individuale e servizi per adulti, perché il passaggio non avvenga all'improvviso.

Altri articoli sono su www.pugliautismo.it.

Pugliautismo è un centro educativo privato, non sanitario, e non è una struttura accreditata ex R.R. 9/2016.

Fonti

Se un ente ritiene inesatto un dato, può scriverci e lo correggeremo.

Foto: Jan Tinneberg (https://unsplash.com/@craft_ear) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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