Quando si parla di ADHD si pensa subito a distrazione, iperattività e impulsività. Eppure molti genitori raccontano anche altro: reazioni di rabbia improvvise, frustrazione che esplode per un piccolo intoppo, delusioni vissute in modo molto intenso. Non è una coincidenza. La ricerca ha dedicato sempre più attenzione al rapporto tra ADHD ed emozioni.
Cosa dice la ricerca
Nel 2014 quattro studiosi (Shaw, Stringaris, Nigg e Leibenluft, 2014) hanno pubblicato sull'American Journal of Psychiatry una revisione dedicata alla disregolazione emotiva nell'ADHD. Con questo termine si indica la difficoltà a modulare l'intensità e la durata delle emozioni.
Gli autori riassumono tre risultati principali.
- La disregolazione emotiva è frequente nell'ADHD in tutte le fasi della vita e contribuisce in modo importante alle difficoltà quotidiane.
- Potrebbe nascere da difficoltà nell'orientare, riconoscere e dirigere l'attenzione verso gli stimoli emotivi. Queste difficoltà vengono collegate a una rete cerebrale che coinvolge, tra le altre, aree della corteccia prefrontale e l'amigdala.
- Considerare insieme ADHD ed emozioni cambia le domande che i clinici e i ricercatori si pongono.
Una questione ancora aperta
Gli autori presentano tre modi diversi di intendere il legame tra ADHD e disregolazione emotiva:
- sono due dimensioni distinte, che spesso si presentano insieme;
- la disregolazione emotiva è una caratteristica centrale dell'ADHD;
- la combinazione delle due è un quadro a sé, diverso da ciascuna delle due prese singolarmente.
La revisione non sceglie tra questi modelli: indica che servono altre ricerche. Per le famiglie, il messaggio è semplice: se il vostro bambino con ADHD vive emozioni molto intense, non siete i soli e non è un capriccio.
Cosa può succedere nella vita di tutti i giorni
Ogni bambino è diverso, ma alcune situazioni sono frequenti:
- passare in pochi secondi dalla calma alla rabbia;
- fare fatica a "lasciar andare" un torto o una delusione;
- reagire con forza alle critiche, anche quando sono dette con gentilezza;
- entusiasmi intensi che possono diventare difficili da contenere;
- sentirsi poi in colpa o tristi per come si è reagito.
Cosa possiamo fare come adulti
Le indicazioni che seguono sono pratiche educative generali, non derivano dalla revisione.
- Restare calmi. Un adulto che mantiene la calma aiuta il bambino a ritrovare la propria. Non è facile, e va bene anche concedersi una pausa.
- Dare un nome alle emozioni. "Vedo che sei molto arrabbiato perché il gioco non funziona". Dare parole aiuta a riconoscere cosa succede.
- Aspettare il momento giusto. Durante una reazione forte non è il momento di spiegare o ragionare. Meglio parlarne dopo, quando tutto si è calmato.
- Preparare insieme un "piano calma". Un angolo tranquillo, un oggetto morbido, qualche respiro profondo, un po' di movimento: scegliete insieme cosa aiuta.
- Anticipare le situazioni difficili. Cambi di attività, attese, sconfitte nei giochi: prepararle in anticipo riduce le sorprese.
- Riparare dopo. Dopo una lite, ritrovarsi e fare pace insegna che le relazioni possono superare i momenti difficili.
- Notare i momenti riusciti. Sottolineare quando è riuscito a calmarsi da solo, o a chiedere aiuto, fa crescere la fiducia in se stesso.
A scuola
Anche a scuola le emozioni intense possono pesare: un compito difficile, un rimprovero davanti alla classe, un litigio in cortile. Parlare con gli insegnanti di cosa aiuta il bambino a calmarsi, e concordare insieme alcune strategie, permette di avere un approccio coerente tra casa e scuola.
Quando chiedere un parere
Se le reazioni emotive sono molto frequenti, molto intense o mettono in difficoltà la vita familiare e scolastica, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile. Potranno aiutarvi a capire meglio la situazione e indicarvi il percorso più adatto.
Un invito
Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi su come accompagnare vostro figlio nella gestione delle emozioni, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Shaw P., Stringaris A., Nigg J., Leibenluft E. (2014). Emotion Dysregulation in Attention Deficit Hyperactivity Disorder. American Journal of Psychiatry, 171(3), 276–293. https://doi.org/10.1176/appi.ajp.2013.13070966
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