ADHD e sonno: perché la sera può essere così difficile

Una lampada da comodino accesa diffonde una luce calda accanto a un letto con la coperta a fiori

Per molte famiglie di bambini con ADHD la sera è il momento più impegnativo della giornata. Il bambino non vuole andare a letto, non riesce a prendere sonno, si sveglia durante la notte e la mattina sembra non riposato. Non si tratta di una semplice impressione: la ricerca conferma che il sonno nei bambini con ADHD è spesso più difficile.

Cosa dice la ricerca

Nel 2009 un gruppo di ricercatori (Cortese, Faraone, Konofal e Lecendreux, 2009) ha pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry una meta-analisi sul sonno nei bambini con ADHD. Gli autori hanno riunito 16 studi, con circa 720 bambini con ADHD e 640 bambini senza ADHD come gruppo di confronto. Avevano escluso gli studi su bambini che assumevano farmaci o che avevano anche ansia o depressione, per isolare meglio il ruolo dell'ADHD.

Gli studi erano di due tipi:

  • soggettivi, basati su questionari compilati soprattutto dai genitori;
  • oggettivi, basati su strumenti che registrano il sonno, come la polisonnografia o l'actigrafia (un piccolo sensore da polso).

I risultati

Secondo i questionari, rispetto agli altri bambini quelli con ADHD avevano più spesso:

  • resistenza ad andare a letto;
  • difficoltà ad addormentarsi;
  • risvegli notturni;
  • fatica a svegliarsi al mattino;
  • disturbi del respiro durante il sonno;
  • sonnolenza durante il giorno.

Anche le misure oggettive mostravano alcune differenze: per esempio, i bambini con ADHD impiegavano più tempo ad addormentarsi secondo l'actigrafia, avevano un sonno meno efficiente e dormivano effettivamente meno.

Gli autori concludono che i bambini con ADHD hanno più difficoltà nella maggior parte delle misure soggettive e in alcune di quelle oggettive, e che questi risultati possono servire come base per future linee guida.

Perché il sonno conta

Il sonno influisce su attenzione, umore, pazienza e apprendimento. Un bambino che dorme male può essere più irritabile e distratto il giorno dopo. Per i bambini con ADHD, che già faticano a mantenere l'attenzione, riposare bene è ancora più importante.

È anche vero il contrario: a volte stanchezza e sonno disturbato possono rendere più evidenti la distrazione e l'irrequietezza. Per questo il sonno è un aspetto da considerare sempre, insieme agli specialisti.

Qualche idea per le serate

Le indicazioni che seguono sono buone abitudini generali, non derivano dalla meta-analisi.

  • Orari regolari. Andare a letto e svegliarsi più o meno alla stessa ora, anche nel fine settimana.
  • Una routine serale prevedibile. Bagno, pigiama, una storia, luce spenta: sempre nella stessa sequenza.
  • Un calendario visivo della sera può aiutare il bambino a sapere cosa viene dopo.
  • Rallentare gradualmente. Nell'ultima ora prima di dormire, preferire attività tranquille.
  • Schermi spenti un po' prima di andare a letto.
  • Movimento durante il giorno. Giocare all'aperto e muoversi aiuta a scaricare energia.
  • Una camera tranquilla, buia e non troppo calda.
  • Avvisare prima del momento di andare a letto, magari con un timer.

Quando chiedere un parere

Se il bambino russa molto, ha pause nel respiro durante il sonno, è molto stanco di giorno o se le difficoltà serali sono molto frequenti, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile. Alcuni problemi del sonno vanno valutati da uno specialista.

Un aspetto da non trascurare

A nostro giudizio, il sonno è spesso il grande dimenticato quando si parla di ADHD. Prendersene cura non risolve tutto, ma può rendere le giornate più serene per il bambino e per tutta la famiglia.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi sulle routine di casa di vostro figlio, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

  • Cortese S., Faraone S. V., Konofal E., Lecendreux M. (2009). Sleep in Children With Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder: Meta-Analysis of Subjective and Objective Studies. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 48(9), 894–908. https://doi.org/10.1097/CHI.0b013e3181ac09c9

Foto: Mustafa Fatemi (https://unsplash.com/@solaticace) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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