Schermi in famiglia: più dei minuti, conta come li usiamo

Una bambina vista di spalle tocca lo schermo di un tablet appoggiato su un tavolo.

Un cartone animato mentre si prepara la cena, un video per affrontare la sala d'attesa, un gioco sul tablet durante un viaggio lungo. Gli schermi fanno parte della vita di quasi tutte le famiglie. E quasi tutti i genitori, prima o poi, si chiedono: "Sto esagerando?".

Non esiste una risposta unica, ma la ricerca offre alcuni punti fermi utili per orientarsi senza sensi di colpa.

Cosa dicono i pediatri

Nel 2016 l'Accademia Americana di Pediatria (AAP) ha pubblicato un documento di indirizzo dedicato a media e bambini piccoli, intitolato Media and Young Minds. Alcuni messaggi chiave:

  • la ricerca su questo tema è ancora limitata, soprattutto per le tecnologie interattive più recenti;
  • conta non solo quanto tempo si passa davanti agli schermi, ma anche cosa si guarda;
  • è importante l'uso condiviso: guardare e commentare insieme, genitore e bambino;
  • è importante lasciare tempo per altre attività utili allo sviluppo: gioco, movimento, sonno, relazioni.

L'AAP suggerisce inoltre alle famiglie di costruire un proprio "piano" sull'uso dei media, adatto alle proprie abitudini.

Cosa ha osservato uno studio canadese

Uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics (Madigan e colleghi, 2019) ha seguito nel tempo 2.441 bambini in Canada, con tre rilevazioni successive. Ha osservato che i bambini che passavano più tempo davanti agli schermi ottenevano, nelle rilevazioni successive, punteggi un po' più bassi in un questionario di screening dello sviluppo.

È un risultato che va letto con attenzione:

  • è uno studio osservazionale: mostra un'associazione, non prova da solo che gli schermi siano la causa;
  • gli effetti statistici erano piccoli;
  • sia il tempo davanti agli schermi sia lo sviluppo erano riferiti dalle madri tramite questionari, non osservati direttamente;
  • riguarda bambini con sviluppo tipico in un contesto specifico.

Gli autori concludono incoraggiando le famiglie a pianificare e gestire il tempo davanti agli schermi, per limitare le possibili conseguenze di un uso eccessivo.

Cosa portarsi a casa

Mettendo insieme queste fonti, il messaggio non è "gli schermi sono il nemico", ma piuttosto: usiamoli con consapevolezza, e non lasciamo che tolgano spazio al resto.

Idee pratiche per la famiglia

Guardate insieme quando potete

Commentate ciò che succede sullo schermo, fate domande, ridete insieme. Un video condiviso può diventare un'occasione di conversazione.

Scegliete i contenuti

Preferite contenuti adatti, con ritmi non troppo frenetici, e se possibile vedeteli prima voi. Alcuni bambini sono molto sensibili a suoni e luci forti: osservate come reagisce vostro figlio.

Create momenti senza schermi

I pasti, l'ora prima di dormire, il gioco insieme: stabilire alcuni momenti "liberi" aiuta tutta la famiglia, adulti compresi.

Preparate le transizioni

Per molti bambini, e in particolare per molti bambini autistici, spegnere lo schermo all'improvviso è difficile. Un preavviso ("ancora due video e poi la merenda"), un timer visivo o un'attività piacevole subito dopo possono rendere il passaggio più semplice.

Attenzione allo schermo "di sottofondo"

Una televisione sempre accesa può ridurre gli scambi tra adulti e bambini, anche quando nessuno la sta davvero guardando.

Date il buon esempio

I bambini osservano come usiamo il telefono. Riporlo durante il gioco o i pasti è un messaggio chiaro: "Ora sono qui con te".

Senza sensi di colpa

Ci sono giornate in cui un cartone animato è ciò che permette a tutti di respirare. Va bene. Conta l'equilibrio complessivo, non la singola giornata.

Quando la tecnologia aiuta

Non tutta la tecnologia è uguale. Per alcuni bambini, tablet e app possono diventare strumenti utili, per esempio per comunicare con immagini o per vedere in anticipo la sequenza di una giornata. Ne parliamo negli articoli dedicati alla comunicazione aumentativa e alle app educative. Anche in questi casi, è bene usarli con un obiettivo chiaro e insieme a un adulto.

Se avete dubbi su sonno, linguaggio o sviluppo di vostro figlio, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile.

Il nostro approccio

Al Centro Educativo Pugliautismo di Bari privilegiamo il gioco, il movimento e la relazione diretta. Quando usiamo strumenti digitali, lo facciamo con uno scopo educativo preciso e sempre insieme a un adulto. Con le famiglie ragioniamo su abitudini realistiche, adatte alla vita di ciascuna.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi sull'uso degli schermi in famiglia, potete contattarci per un colloquio conoscitivo: il primo colloquio è gratuito e si svolge nella nostra sede di Bari. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

Foto: Igor Starkov (https://unsplash.com/@igorstarkoff) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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