Mentalità di crescita: cosa funziona davvero e cosa no

Su uno sfondo giallo, un foglio accartocciato si trasforma passo dopo passo in un aeroplanino di carta

Negli ultimi anni nelle scuole si parla molto di mentalità di crescita. L'idea è che chi crede di poter migliorare le proprie capacità con l'impegno impari di più rispetto a chi pensa che l'intelligenza sia fissa e immutabile. È un messaggio positivo e intuitivo. Ma cosa dicono i dati?

Che cosa si intende

Gli studiosi parlano di mentalità (in inglese mind-set) per indicare le convinzioni che abbiamo sulle nostre caratteristiche, come l'intelligenza.

  • Chi ha una mentalità di crescita pensa che le proprie capacità possano svilupparsi con l'impegno.
  • Chi ha una mentalità fissa pensa che le capacità siano date e non cambino.

Secondo la teoria, la mentalità di crescita porterebbe a risultati scolastici migliori. Per questo in molti paesi sono stati proposti brevi interventi nelle scuole per diffonderla.

Cosa dicono due meta-analisi

Nel 2018 un gruppo di ricercatori (Sisk e colleghi, 2018) ha pubblicato su Psychological Science due meta-analisi per rispondere a due domande.

Prima domanda: la mentalità è collegata ai risultati scolastici? Gli autori hanno riunito 273 studi con oltre 365.000 studenti. Il legame tra mentalità e risultati scolastici era, nel complesso, debole.

Seconda domanda: gli interventi per diffondere la mentalità di crescita migliorano i risultati? Gli autori hanno analizzato 43 studi con oltre 57.000 studenti. Anche qui l'effetto complessivo era debole.

C'è però un risultato interessante: alcuni dati sostengono l'idea che gli studenti con condizioni socioeconomiche svantaggiate o a rischio di insuccesso scolastico possano trarre qualche beneficio da questi interventi.

Come leggere questi risultati

A nostro giudizio, questi dati non dicono che credere nelle proprie possibilità sia inutile. Dicono che un breve intervento sulla mentalità, da solo, difficilmente cambia in modo importante i risultati scolastici della maggior parte degli studenti.

Imparare dipende da tanti fattori: il metodo di studio, la qualità dell'insegnamento, il sonno, il benessere emotivo, il sostegno della famiglia, gli strumenti adatti a ciascuno. La mentalità è solo uno di questi.

Cosa portare a casa

Anche se gli effetti misurati sono piccoli, alcune attenzioni educative restano utili, soprattutto per i bambini e i ragazzi che vivono spesso esperienze di difficoltà a scuola, come molti studenti con DSA o ADHD. Le indicazioni che seguono sono nostre, non derivano dalle meta-analisi.

  • Lodare l'impegno e le strategie, non solo il risultato: "Hai provato in un modo nuovo, e ha funzionato".
  • Trattare l'errore come un'informazione, non come un giudizio sulla persona.
  • Usare la parola "ancora": "Non ci riesco ancora" lascia aperta la possibilità.
  • Dare strumenti concreti. Credere di poter migliorare serve poco se non si sa come migliorare. Le strategie di studio, gli strumenti compensativi e il tempo adeguato fanno la differenza.
  • Non colpevolizzare. Dire "basta impegnarsi" a un bambino con dislessia o ADHD può farlo sentire responsabile di difficoltà che non dipendono dalla sua volontà.
  • Celebrare i piccoli progressi, confrontandoli con il punto di partenza del bambino e non con i compagni.

I limiti da conoscere

Una meta-analisi mette insieme studi molto diversi tra loro. Gli stessi autori hanno esaminato i possibili fattori che modificano i risultati, per capire in quali condizioni gli effetti cambiano. Le meta-analisi non riguardano in modo specifico gli studenti con DSA, ADHD o autismo, quindi non possiamo trarre conclusioni dirette per loro.

Un equilibrio necessario

A nostro giudizio, il rischio di un messaggio troppo semplice ("se ci credi, ce la fai") è far pensare che chi fatica non si stia impegnando abbastanza. Per i bambini neurodivergenti è importante sentire due cose insieme: che possono migliorare, e che il loro modo di imparare merita adattamenti e rispetto.

Un invito

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Fonti

  • Sisk V. F., Burgoyne A. P., Sun J., Butler J. L., Macnamara B. N. (2018). To What Extent and Under Which Circumstances Are Growth Mind-Sets Important to Academic Achievement? Two Meta-Analyses. Psychological Science, 29(4), 549–571. https://doi.org/10.1177/0956797617739704

Foto: Matt Ridley (https://unsplash.com/@mattwridley) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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