Costruire una torre, far correre una macchinina, fingere di preparare il tè per un pupazzo. Agli occhi di un adulto può sembrare "solo gioco". Per un bambino, invece, è uno dei modi principali per esplorare, comunicare e imparare.
Cosa dicono i pediatri
Nel 2018 l'Accademia Americana di Pediatria (AAP) ha pubblicato un rapporto clinico interamente dedicato al gioco (Yogman e colleghi), riconfermato nel 2025. Alcuni messaggi chiave:
- il gioco adatto allo sviluppo, con genitori e coetanei, è un'occasione unica per promuovere abilità socio-emotive, cognitive, linguistiche e di autoregolazione;
- «Play is not frivolous», il gioco non è frivolo: secondo l'AAP sostiene lo sviluppo del cervello e delle funzioni esecutive;
- il gioco aiuta a costruire relazioni sicure, stabili e affettuose con gli adulti di riferimento;
- gioco e apprendimento sono, nelle parole del rapporto, «inestricabilmente legati».
Il rapporto chiede anche un curricolo equilibrato che includa l'apprendimento attraverso il gioco, come complemento importante alle attività più strutturate. Non dice che il gioco debba sostituire tutto il resto.
Va ricordato che il rapporto riguarda i bambini in generale. Sull'autismo contiene solo un'osservazione: per alcuni bambini autistici le situazioni nuove o sociali possono essere fonte di stress. Un motivo in più per proporre il gioco con attenzione e rispetto dei tempi.
E per i bambini autistici?
Qui è utile guardare a studi specifici. In uno studio randomizzato con 58 bambini autistici (Kasari, Freeman e Paparella, 2006), un intervento mirato al gioco simbolico ha aumentato la varietà e il livello del gioco, anche nell'interazione con le madri. Un intervento mirato all'attenzione condivisa ha aumentato l'attenzione condivisa.
È un risultato incoraggiante, con limiti chiari: l'intervento era breve, il campione piccolo, e gli autori stessi chiedevano studi sugli effetti a lungo termine. Inoltre lo studio non dimostra che "qualsiasi gioco" insegni automaticamente nuove abilità: si trattava di interventi mirati, condotti da persone formate.
Il gioco negli approcci naturalistici
Molti approcci educativi recenti per l'autismo mettono il gioco al centro: seguono gli interessi del bambino, condividono il controllo dell'attività tra bambino e adulto e creano occasioni di apprendimento dentro situazioni naturali.
La linea guida dell'Istituto Superiore di Sanità suggerisce questo tipo di interventi «preferendo il gioco e la routine giornaliera». Si tratta però di una raccomandazione condizionata, basata su prove di qualità molto bassa.
Anche una grande meta-analisi (Sandbank e colleghi, 2020) invita alla prudenza. Gli effetti più promettenti riguardano proprio gli interventi evolutivi e quelli naturalistici, ma le prove più rigorose sono ancora insufficienti per conclusioni certe. Il gioco è un contesto prezioso, non una promessa di risultati.
Idee per giocare insieme
Osservate prima di proporre
Guardate come gioca vostro figlio: cosa sceglie, cosa ripete, cosa lo fa sorridere. Anche allineare oggetti o far girare le ruote può essere il suo modo di giocare.
Entrate nel suo gioco
Sedetevi alla sua altezza e unitevi a ciò che sta facendo, senza cambiare subito attività. Se impila i cubi, passategliene uno; se fa rotolare una palla, fatela rotolare anche voi.
Aggiungete una piccola variazione
Quando il bambino è a suo agio, provate a introdurre una piccola novità: un suono buffo, un'azione nuova, un pupazzo che "vuole giocare". Se la accoglie, bene; se no, tornate al suo gioco.
Create occasioni di turno
Giochi semplici come far rotolare una palla avanti e indietro, soffiare bolle o fare "cucù" creano un ritmo di turni.
Lasciate spazio al gioco libero
Non ogni momento deve avere un obiettivo. Anche il gioco libero, senza richieste, è importante per il benessere del bambino.
Il nostro approccio
Al Centro Educativo Pugliautismo di Bari il gioco è il cuore delle attività. Partiamo dagli interessi di ogni bambino per creare momenti di relazione, comunicazione e scoperta, e condividiamo con le famiglie idee da portare a casa.
Un invito
Se vivete a Bari o in provincia e volete vedere come lavoriamo, contattateci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Yogman M., Garner A., Hutchinson J., Hirsh-Pasek K., Golinkoff R. M.; Committee on Psychosocial Aspects of Child and Family Health; Council on Communications and Media (2018). The Power of Play: A Pediatric Role in Enhancing Development in Young Children. Pediatrics, 142(3), e20182058. https://doi.org/10.1542/peds.2018-2058
- Kasari C., Freeman S., Paparella T. (2006). Joint attention and symbolic play in young children with autism: a randomized controlled intervention study. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 47(6), 611–620. https://doi.org/10.1111/j.1469-7610.2005.01567.x
- Istituto Superiore di Sanità – Sistema Nazionale Linee Guida (2023; pagina aggiornata il 29/10/2025). Raccomandazioni della linea guida sulla diagnosi e sul trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini e adolescenti. https://www.iss.it/-/raccomandazioni-lg-diagnosi-trattamento-di-bambini-adolescenti-con-asd
- Sandbank M., Bottema-Beutel K., Crowley S., Cassidy M., Dunham K., Feldman J. I., et al. (2020). Project AIM: Autism intervention meta-analysis for studies of young children. Psychological Bulletin, 146(1), 1–29. https://doi.org/10.1037/bul0000215
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