Il gioco dell'oca, le scale e i serpenti, i percorsi con il dado: sono giochi semplici, spesso tramandati da una generazione all'altra. Sembrano solo un passatempo, ma possono offrire un'occasione preziosa per imparare. Uno studio molto citato ha mostrato che giocare a un semplice gioco da tavolo con i numeri può aiutare i bambini a capire meglio quanto "valgono" i numeri.
Cosa dice lo studio
Nel 2008 due ricercatori (Siegler e Ramani, 2008) hanno pubblicato sulla rivista Developmental Science uno studio su bambini della scuola dell'infanzia.
Nel primo esperimento, gli autori hanno osservato che la conoscenza della grandezza dei numeri dei bambini di famiglie a basso reddito era in media inferiore a quella dei coetanei di famiglie con più risorse.
Nel secondo esperimento, i bambini hanno giocato a un semplice gioco da tavolo con un percorso di caselle numerate in fila, per quattro volte, 15 minuti ogni volta. I risultati:
- dopo queste partite, le differenze nella capacità di stimare i numeri tra i due gruppi di bambini sono scomparse;
- un gioco identico, ma con colori al posto dei numeri, non ha avuto questo effetto.
Gli autori concludono che i giochi da tavolo con i numeri sono un modo economico per ridurre le differenze nella conoscenza dei numeri con cui i bambini arrivano a scuola.
Perché può funzionare
Nel gioco, il bambino muove la pedina casella dopo casella: 1, 2, 3, 4… A nostro giudizio, in questo gesto semplice ci sono molte occasioni di apprendimento:
- contare ad alta voce mentre si avanza;
- vedere che i numeri più grandi sono più lontani dalla partenza;
- capire che ogni numero è "uno in più" del precedente;
- collegare il numero sul dado al numero di passi da fare.
La differenza con il gioco dei colori è importante: non basta giocare, è il percorso numerato a fare la differenza.
Il gioco come contesto naturale
Il nostro approccio è naturalistico: crediamo che i bambini imparino molto nelle attività che amano e nelle situazioni di tutti i giorni. A nostro giudizio, i giochi da tavolo ne sono un buon esempio:
- sono piacevoli e si fanno insieme;
- hanno regole chiare e una sequenza prevedibile, che rassicura molti bambini;
- offrono occasioni per aspettare il turno, comunicare, condividere;
- si possono adattare facilmente.
Qualche idea per casa
Le indicazioni che seguono sono suggerimenti educativi generali, non derivano dallo studio.
- Scegliete percorsi numerati in fila. I giochi con caselle numerate in linea retta sono i più simili a quello dello studio.
- Contate insieme ad alta voce. "Sono sul 5, ho fatto 3: 6, 7, 8!"
- Costruite il vostro tabellone. Un foglio lungo con caselle numerate e qualche disegno legato agli interessi di vostro figlio può renderlo irresistibile.
- Adattate le regole. Un dado con pochi numeri, un percorso più corto, partite brevi: l'importante è che il gioco resti piacevole.
- Rispettate i tempi. Se vostro figlio fatica ad aspettare il turno, iniziate con partite brevissime e aumentate poco a poco.
- Giocate spesso, poco alla volta. Nello studio bastavano poche partite brevi.
- Niente esame. Se il gioco diventa una verifica, perde la sua forza.
Un limite da conoscere
Lo studio riguarda bambini della scuola dell'infanzia e misura soprattutto la stima dei numeri, non la matematica in generale. Non è stato svolto con bambini autistici, con ADHD o con DSA. A nostro giudizio, però, l'idea di fondo, imparare i numeri giocando con piacere, può essere adattata a molti bambini.
Se notate difficoltà persistenti con i numeri, parlatene con il pediatra, con gli insegnanti o con il neuropsichiatra infantile.
Un invito
Se vivete a Bari o in provincia e volete scoprire come trasformare il gioco in famiglia in un'occasione di apprendimento, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Siegler R. S., Ramani G. B. (2008). Playing linear numerical board games promotes low-income children's numerical development. Developmental Science, 11(5), 655–661. https://doi.org/10.1111/j.1467-7687.2008.00714.x
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