Due lingue in famiglia con un bambino autistico: si può?

Una barchetta di carta appoggiata sopra un mappamondo

In molte famiglie si parlano due lingue: quella di uno dei genitori e l'italiano, oppure il dialetto e l'italiano, oppure la lingua del paese d'origine e quella della scuola. Quando un bambino riceve una diagnosi di autismo, capita che i genitori si chiedano: "Dobbiamo smettere di parlargli nella nostra lingua per non confonderlo?"

È una domanda comprensibile. Vediamo cosa dice la ricerca.

Cosa dice la revisione

Nel 2017 un gruppo di ricercatori (Lund, Kohlmeier e Durán, 2017) ha pubblicato una revisione sistematica degli studi che confrontavano lo sviluppo del linguaggio nei bambini autistici bilingui e monolingui.

Hanno trovato sette studi, relativi a lingue molto diverse e in gran parte a bambini piccoli che crescevano con due lingue fin dall'inizio.

I risultati, in sintesi:

  • le differenze tra bambini bilingui e monolingui erano piccole e variabili, sia nella comprensione sia nella produzione del linguaggio;
  • secondo gli autori, questo fornisce un sostegno provvisorio all'idea che il bilinguismo non abbia un effetto negativo consistente o ampio sullo sviluppo del linguaggio nei bambini autistici.

I limiti da conoscere

È importante leggere questi risultati con prudenza:

  • gli studi erano pochi, solo sette;
  • gli autori stessi parlano di sostegno "provvisorio";
  • i bambini studiati crescevano soprattutto con due lingue dalla nascita; la situazione può essere diversa quando una seconda lingua arriva più tardi.

Non possiamo dire, quindi, che il bilinguismo "aiuti" il linguaggio dei bambini autistici. Possiamo dire che gli studi disponibili non mostrano che lo danneggi.

Perché la lingua di casa conta

A nostro giudizio, oltre ai dati sul linguaggio, ci sono buone ragioni educative e relazionali per non abbandonare la lingua di famiglia:

  • è la lingua in cui i genitori si esprimono con più naturalezza: le parole affettuose, le canzoni, i giochi, i modi di dire;
  • permette al bambino di comunicare con i nonni e i parenti;
  • fa parte della storia e dell'identità della famiglia;
  • un genitore che parla una lingua che conosce poco può sentirsi meno spontaneo, e la relazione ne risente.

E il dialetto?

In molte famiglie pugliesi si alternano italiano e dialetto. La revisione che abbiamo descritto non ha studiato questo caso specifico, quindi non possiamo trarre conclusioni dirette. A nostro giudizio, però, valgono le stesse attenzioni: ciò che conta è che il bambino trovi intorno a sé adulti che parlano con lui in modo spontaneo, caldo e attento ai suoi segnali, qualunque sia la lingua usata in quel momento.

Indicazioni pratiche

  • Parlate la lingua in cui vi sentite più a vostro agio. La qualità dello scambio conta più della lingua scelta.
  • Seguite gli interessi del bambino. Commentate quello che sta guardando o facendo, nella lingua che vi viene naturale.
  • Usate frasi semplici e ripetute nelle routine di ogni giorno: pasti, bagno, vestirsi.
  • Accogliete ogni forma di comunicazione: gesti, sguardi, immagini, parole in una lingua o nell'altra.
  • Informate la scuola e gli specialisti delle lingue parlate a casa, così possono tenerne conto.
  • Condividete con la scuola qualche parola importante nella lingua di casa, per esempio i nomi degli oggetti preferiti.

Quando chiedere un parere

Se il linguaggio di vostro figlio vi preoccupa, o se ricevete indicazioni contrastanti sull'uso delle lingue, parlatene con il pediatra o con il neuropsichiatra infantile, spiegando come è organizzata la comunicazione a casa. Insieme potrete trovare la soluzione più adatta alla vostra famiglia.

Un messaggio per i genitori

Parlare a vostro figlio nella vostra lingua non è un errore. Le ricerche disponibili, pur con i loro limiti, non indicano danni al linguaggio. E la lingua di casa porta con sé affetto, storie e legami che sono un patrimonio per tutta la famiglia.

Un invito

Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi su come favorire la comunicazione di vostro figlio, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.

Fonti

  • Lund E. M., Kohlmeier T. L., Durán L. K. (2017). Comparative Language Development in Bilingual and Monolingual Children With Autism Spectrum Disorder: A Systematic Review. Journal of Early Intervention, 39(2), 106–124. https://doi.org/10.1177/1053815117690871

Foto: Joachim Schnürle (https://unsplash.com/@joa70) / unsplash.com (licenza: Unsplash License (uso gratuito anche commerciale, attribuzione non obbligatoria) https://unsplash.com/license)

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