Il pomeriggio dei compiti è, in molte case, un momento di tensione. Lunghe ore al tavolo, stanchezza, discussioni, lacrime. Per i bambini con DSA o ADHD la fatica può essere ancora maggiore. È naturale chiedersi: i compiti a casa servono davvero?
Cosa dice la ricerca
Nel 2006 un gruppo di ricercatori (Cooper, Robinson e Patall, 2006) ha pubblicato sulla Review of Educational Research una sintesi delle ricerche condotte negli Stati Uniti tra il 1987 e il 2003 sugli effetti dei compiti a casa.
Gli autori hanno diviso gli studi in quattro tipi di disegno di ricerca. Ecco cosa hanno trovato:
- tutti gli studi, di qualunque tipo, avevano difetti di metodo;
- nonostante questo, nel complesso c'era una prova abbastanza coerente di un'influenza positiva dei compiti sui risultati scolastici;
- negli studi che misuravano semplicemente il legame tra tempo dedicato ai compiti e risultati, il legame era più forte nella scuola secondaria che nella scuola primaria;
- il legame era più forte quando a riferire il tempo dedicato ai compiti erano gli studenti e non i genitori.
Gli autori non hanno trovato prove forti che il legame cambiasse a seconda della materia, per esempio lettura o matematica.
Come leggere questi risultati
Ci sono alcuni limiti da tenere a mente:
- gli studi riguardano la scuola statunitense, che è organizzata diversamente da quella italiana;
- molti studi sono correlazionali: mostrano che compiti e risultati vanno insieme, ma non sempre che i compiti causano i risultati;
- la sintesi non riguarda in modo specifico gli studenti con DSA, ADHD o autismo.
A nostro giudizio, il messaggio è che i compiti possono essere utili, soprattutto crescendo, ma la loro qualità e la loro quantità contano. Più compiti non significa automaticamente risultati migliori, soprattutto nella scuola primaria.
Qualità prima che quantità
A nostro giudizio, un compito utile è chiaro, ha uno scopo preciso e si può svolgere in autonomia, o quasi. Un compito troppo lungo o troppo difficile rischia invece di trasformarsi in fatica senza apprendimento, e di togliere tempo al gioco, al movimento, al riposo e alla vita in famiglia, che contano anche loro.
Quando i compiti diventano una battaglia
Per molti bambini neurodivergenti, i compiti a casa arrivano dopo una giornata scolastica già faticosa. Alcuni segnali possono indicare che il carico non è sostenibile:
- i compiti richiedono molto più tempo del previsto;
- il bambino è esausto, frustrato o in lacrime;
- serve sempre la presenza di un adulto per ogni singolo esercizio;
- le discussioni sui compiti pesano sulla relazione in famiglia.
Idee per un pomeriggio più sereno
- Una pausa prima di iniziare. Merenda, movimento, un po' di gioco libero.
- Un posto tranquillo e sempre lo stesso, con il materiale pronto.
- Spezzare il lavoro in parti brevi, con piccole pause.
- Iniziare da un compito facile per partire con fiducia.
- Usare gli strumenti compensativi previsti nel piano didattico personalizzato anche a casa.
- Stare accanto senza sostituirsi. L'adulto può aiutare a organizzarsi, non fare i compiti al posto del bambino.
- Stabilire un limite di tempo. Se il tempo finisce, è meglio fermarsi e segnalarlo.
Parlarne con la scuola
Se i compiti sono sempre troppo pesanti, è importante parlarne con gli insegnanti. Per gli studenti con DSA, la Legge 170/2010 prevede strumenti compensativi e misure dispensative, da concordare nel piano didattico personalizzato: in quel confronto si può parlare anche del carico dei compiti. Una comunicazione aperta tra famiglia e scuola permette di trovare un equilibrio adatto al bambino.
Un invito
Se vivete a Bari o in provincia e volete confrontarvi su come organizzare i pomeriggi di studio, potete contattarci per un colloquio conoscitivo. Trovate tutte le informazioni su www.pugliautismo.it.
Fonti
- Cooper H., Robinson J. C., Patall E. A. (2006). Does Homework Improve Academic Achievement? A Synthesis of Research, 1987–2003. Review of Educational Research, 76(1), 1–62. https://doi.org/10.3102/00346543076001001
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010-10-08;170
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